C a t a n i a C u l t u r a . c o m



Copertina di Fenix


Fenix - Enigmi e misteri della storia e del sacro.

Nel numero di Agosto: • Il Volo del Re: Pacal II, il più famoso re di Palenque è stato ritratto nel suo sarcofago in una raffigurazione che da decenni genera polemiche. È un astronauta nella sua navicella come afferma Von Däniken oppure è un re divinizzato che ascende simbolicamente ai cieli tramite l’Inframondo? • Angeli Pietrificati da Atlantide: Ricordiamo Angelo Pitoni, scomparso lo scorso Giugno, autore di scoperte legate a leggende di Angeli Caduti e Uomini Pietrificati. Un enigma insoluto che potrebbe fare riferimento alla scomparsa Atlantide. • «So dov’è Eldorado»: L’Eldorado esiste davvero ed è riportato in un documento della fine del ‘500. Mario Polia, l’archeologo che ha scoperto lo scritto ci ha rilasciato le sue dichiarazioni • Le Teste Allungate degli Antichi Padri: culture sparse in ogni parte del mondo hanno allungato il loro cranio artificialmente nel rispetto di una tradizione sacerdotale che associava questa caratteristica ad “Antichi Civilizzatori”. Chi erano e dove possiamo trovarne ancora le tracce? • Abydo - Enigma Risolto: Geroglifici incisi sall’interno del tempio di Abydo, sono stati interpretati come rappresentazioni di mezzi tecnologici. È davvero così? • L’Enigma Olmeco: Padri della gran parte delle culture mesoamericane, quasi nulla si conosce di loro. Gigantesche ed enigmatiche teste in basalto di aspetto “straniero” sono quanto resta della loro architettura megalitica. Chi erano? Da dove venivano? • La Stirpe degli Eroi Vigilanti: Scienziati accademici, avversati dal loro stesso ambiente affermano che 30.000 anni fa vi fu un’unione tra Sapiens e Neanderthal. Quell’unione potrebbe essere la chiave per comprendere la nascita dei Vigilanti di Genesi e l’apparizione di una stirpe superiore “Santa”? • Il Ritorno dei Wakinian: Jim Torres, nativo lakota svela la loro antica Tradizione spirituale convinta di essere nel momento profetizzato del ritorno degli Esseri del Tuono • È la Tomba di Gesù?: Ventisette anni fa fu scoperta una tomba con le reliquie di individui che portavano il medesimo nome dei personaggi evangelici. È davvero la tomba di “Gesù, figlio di Giuseppe”? • Avebury. l’Energia di Michael: Avebury fu un tempio con la funzione di unire cielo e terra, uno di quei luoghi che immergevano l’uomo neolitico nel regno interiore dei sogni divini. • Il Graal e la Stirpe di Enki: I Catari erano eredi di un lignaggio sacerdotale di provenienza mitologica, legato alle figure del dio Enki. Nel loro concetto di Graal, si celava un processo evolutivo associato alle proprietà quantiche della materia.
Elaborazione di copertina di Alberto Forgione.


Storia in Rete

Storia in Rete

Nel numero di agosto: I Templari distrutti per la Sindone, di Massimo Centini. Com'è arrivata la Sindone in Europa? Quali strade ha percorso la misteriosa e controversa reliquia? Che ruolo hanno giocato i Templari in questa vicenda, e soprattutto quale è il legame fra il "Demone Barbuto" chiamato Baphometto - l'effigie che in segreto i Templari veneravano - e il Sacro Lino che pochi anni dopo il loro rogo comparve a Lirey? - Nello Spazio è il futuro di tutti noi, di Roberto Guidoni. Quarant'anni fa Neil Armstrong allunava nel Mare della Tranquillità sulla Luna. Era "un piccolo passo per l'uomo, ma un grande passo per l'umanità". Che il mondo si prepara a ripetere nel prossimo futuro... - La Nazione alle Armi, di Aldo G. Ricci e Ernesto Galli della Loggia. Una grande mostra fotografica organizzata dall'Archivio Centrale dello Stato ripercorre i trentasei mesi di guerra nelle trincee dal 1915 al 1918, con l'introduzione di Aldo G. Ricci - sovrintendente dell'ACS - ed Ernesto Galli della Loggia. - Ne resterà uno solo, di Anna Maria Vischi Ghisetti. Ultimo atto del duello fra Napoleone e Moreau: dopo aver mandato in esilio lo scomodo generale, la resa dei conti fra l'Imperatore e Moreau avviene a Dresda nel 1813, dove il Còrso coglie la sua ultima vittoria. - Caffeina d'Europa, di Nico Perrone. A cento anni dalla pubblicazione del "Manifesto del Futurismo", un ritratto di Filippo Tommaso Marinetti, l'avanguardista che sconvolse l'arte del Novecento ma che fu dimenticato perchè politicamente scorretto. - Non è più nemico il ferito di guerra, di Alberto Lancia. Centocinquant'anno fa - nei campi insanguinati di Solferino - nasceva la Croce Rossa. Dall'idea originale di un cittadino svizzero, ma con il contributo di Florence Nightingale e dell'italiano Fernando Palasciano. - "Fate, ma fate in fretta...", di Aldo A. Mola. Cavour, il machiavellico: per ottenere tutti i suoi obbiettivi nella Seconda Guerra d'Indipendenza il Conte tessè una tela per strappare il consenso ai francesi e ingannare la Santa Sede. - Se Madoff è donna..., di Valeria Palumbo. L'inventore della truffa piramidale non è il finanziere USA che ha mandato a ramengo l'economia mondiale nel 2008, ma una donna spagnola, dona Baldomera, che alla fine del 1800 "fece il pacco" ai suoi concittadini - ed altro ancora...








FAI






       
KONDRATEV ED IL MISTERO DEL RITMO TRENTENNALE: PREZZI, MUTUI E STRETTA CREDITIZIA
di Ignazio Burgio.

serpente Azteco Nella prima metà del secolo ormai trascorso, un insigne economista russo – anzi sovietico – Nicolaj Dimitrievic Kondrat'ev (nato nel 1892), analizzando una lunga serie di cifre, fece una scoperta che da quasi un secolo costituisce ancora un rompicapo non solo per gli storici dell'economia ma anche per gli analisti dell'economia presente e futura. Era egli il direttore dell'Istituto per lo Studio della Congiuntura Economica di Mosca ed analizzando l'andamento storico dei prezzi di alcuni beni notò che la loro curva oscillava con un andamento “trentennale”: a trent'anni all'incirca di prezzi bassi seguivano altri trent'anni, più o meno, di prezzi alti, per tornare nel trentennio successivo ad abbassarsi di nuovo, e così via. Kondrat'ev confrontò questo modello di andamento statistico con i prezzi di altre città europee nel corso degli ultimi secoli, e trovò sempre il medesimo risultato, come un ritmo oscillante della stessa vita economica: i prezzi alti significavano infatti domanda crescente, sviluppo delle imprese ed aumento dell'occupazione, ovvero crescita economica; al contrario le fasi di prezzi più bassi significavano ristagno della domanda, difficoltà da parte delle imprese e disoccupazione, cioè recessione. A partire dal 1922 l'economista russo rese pubbliche le sue ricerche in alcune opere dove espose la sua teoria delle “onde lunghe” di espansione economica, della durata approssimativa di trent'anni. La scienza economica acquisì tale teoria e se ne servì per spiegare la successiva fase di recessione economica che negli Stati Uniti iniziò di lì a pochi anni, nel famoso 1929, ma che in Europa era già latente sin dalla fine della Prima Guerra Mondiale. Anche questa fase si sarebbe protratta fino agli anni '50, per lasciare il posto a trent'anni di espansione economica a partire dall'inizio degli anni sessanta fino all'inizio degli anni '90.
Se si risale di trentennio in trentennio il fiume della storia economica moderna – anche nel corso dei secoli precedenti la Rivoluzione Industriale – si arriva ad un periodo ben preciso in cui, a giudicare dal livello dei prezzi e dei salari, sembra che tutto abbia avuto origine: è l'inizio del Seicento, intorno al 1610, periodo nel quale appunto iniziò un ciclo di recessione che allo stesso tempo segnò la fine della più lunga e spettacolare “onda lunga” di espansione economica di tutta la storia economica occidentale, coincidente quasi totalmente con il XVI secolo, il secolo del “Rinascimento”. Preannunciata già nella seconda metà del Quattrocento allorché le navi Portoghesi iniziarono a trasportare in Europa l'oro africano dal Senegal (dov'era localizzata la leggendaria Palola, la città dell'oro), essa esplose in tutta la sua maestosità poco prima della metà del XVI secolo, al seguito dei convogli transoceanici spagnoli provenienti dall'America e stracolmi di metalli preziosi. Un fiume di oro e di argento, rapinati alle sfortunate popolazioni Azteche e Inca, pari alla metà, o forse più, dell'intera quantità di metalli preziosi fino ad allora circolanti nel Vecchio Continente, inondò nel giro di pochi decenni i mercati europei, diramandosi dalle piazze finanziarie di Siviglia e Anversa in tutto il resto del continente. Finì per circolare una maggior quantità di monete (che significavano più potere d'acquisto) anche presso gli strati sociali più bassi, ed anche in regioni tradizionalmente dedite al baratto. Ma ancor più delle monete circolarono le transazioni commerciali e finanziarie sotto forma di titoli di credito, cambiali, compensazioni bancarie, buoni del tesoro, ecc. preludio all'introduzione anche in Europa della carta moneta nel secolo successivo. Il principale effetto che produsse l'Eldorado americano sul sistema economico europeo fu innanzitutto un entusiasmante aumento della fiducia da parte di tutti, risparmiatori, investitori, banchieri, personalità altolocate come anche la grande massa della gente comune, che aumentò la domanda di crediti, merci e servizi. L'inflazione esplose: a seconda delle diverse regioni i prezzi aumentarono di cinque o sei volte, ma i salari al contrario di meno della metà. Infatti gli imprenditori dell'epoca, specie quelli del Nord-Europa, visto che la manodopera delle città era insufficiente, coinvolsero sempre di più i contadini delle campagne organizzando un efficiente sistema di produzione tessile a domicilio. Poiché la gente di campagna si accontentava di arrotondare i guadagni dei propri lavori agricoli, anche i salari degli operai delle città venivano calmierati, e gli investimenti in nuove imprese apparivano quantomai garantiti per tutti, imprenditori e creditori. Almeno finché la “gallina dalle uova d'oro” non finì per morire di dissenteria.
All'inizio del Seicento il vento favorevole cominciò a girare e a trasformarsi prima in bonaccia, poi in uragano di recessione. La Spagna e l'Italia si avviarono repentinamente verso la bancarotta ed il declino economico e industriale. L'Olanda e l'Inghilterra al contrario si avviarono a comandare anche economicamente in Europa, ma inizialmente dovettero fare i conti con un mercato impoverito dai disastri della Guerra dei Trent'anni (1618-48) e dalle frequenti epidemie di peste, che seminando morte e distruzione, riducevano anche la domanda e le opportunità di investimenti. La “danza trentennale” dei prezzi scoperta da Kondrat'ev cominciò proprio in questo funesto periodo storico. Da alcuni storici dell'economia e' stato dato un grande significato alla diminuzione nel '600 della quantità di metalli preziosi riversati dall'America sul mercato europeo, come ad esempio nel caso dell'argento delle miniere di Potosì in Perù che proprio all'inizio del XVII secolo cominciarono ad esaurirsi. Ma non è escluso che le responsabilità di un tale cambiamento economico fossero anche del peggioramento del clima che nell'ultimo decennio del '500 riversò una tale quantità di piogge sull'Europa Occidentale da provocare gravi crisi agricole anche in regioni come la Sicilia che erano grandi esportatrici di grano, con conseguente carestia in tutta Europa. Di questa congiuntura ne approfittarono tra l'altro proprio gli Olandesi e gli Inglesi che cominciarono a rifornire di derrate alimentari gli Italiani affamati, e finirono per sottrarre loro, offrendo prezzi più bassi, i servizi di trasporto navale e la stessa produzione tessile. Considerazioni come queste tuttavia non possono che introdurre la più generale questione delle cause responsabili di questi altalenanti cicli economici, indipendentemente dall'epoca storica e dall'ambiente economico, sia esso preindustriale o industrializzato.
Perché dunque si alternano cicli di recessione a cicli di espansione economica, e perché hanno una durata all'incirca trentennale ? Lo stesso Kondrat'ev provò a dare qualche risposta a tali domande, ipotizzando che tutto dipendesse dagli investimenti in nuova tecnologia affrontati dagli imprenditori dell'epoca, con ripercussioni di lunga durata in tutti i settori economici, dalla produttività alla disoccupazione. Egli tuttavia non riuscì ad approfondire più di tanto la sua analisi, poiché nel 1928 dopo aver disapprovato il primo dei famosi piani quinquennali varati periodicamente dal governo sovietico venne condannato da Stalin ad essere internato in un gulag in Siberia dove poi morì (probabilmente nel 1938). Il suo pensiero venne comunque raccolto in eredità dall'economista americano Joseph Schumpeter (1883-1950), il quale teorizzò un modello più preciso di: investimenti-competitività-emulazione-espansione-sovrapproduzione-recessione e di nuovo investimenti. Questo modello tuttavia non sembra del tutto convincente soprattutto perché scambia quello che è uno dei tanti effetti positivi del ciclo, cioè gli investimenti in nuova tecnologia, per la causa scatenante. Così come del resto altri modelli proposti che, ad esempio, chiamano in causa il ciclo delle macchie solari ed il suo rapporto con la produzione agricola (ciclo di Jevons), ad un'analisi più attenta appaiono forzati e poco corrispondenti.
In realtà l'analisi dell'andamento storico dell'economia europea, anche in epoca pre-industriale – dal Cinque al Settecento – autorizza a riconoscere “il motore” di tali cicli nel mutamento del mercato e della domanda, la vera forza trainante di investimenti e industrializzazione, ed il cui andamento segue sempre un identico modello con tempi “fisiologici” molto simili. All'inizio vi è un aumento della domanda di beni di consumo e servizi (ad esempio per incremento demografico, per minor costo delle derrate alimentari, o per improvvisa disponibilità di metalli preziosi, cioè ridistribuzione del potere d'acquisto), i prezzi aumentano e così anche le favorevoli opportunità di investimenti da parte degli imprenditori. I consumatori fiduciosi nel basso costo del denaro chiedono anche un più alto potere d'acquisto anche a credito, contraggono prestiti, accendono mutui, i prezzi volano e così anche i tassi d'interesse, finché questi ultimi superando con gli anni una certa soglia non cominciano a diventare poco convenienti per tutti: investitori, imprenditori e soprattutto consumatori. Ad un certo punto insomma le risorse economiche e finanziarie non bastano più per tutti e di conseguenza anche la domanda del mercato dopo aver raggiunto un certo “culmine” effettua una decisa virata imboccando una tendenza al ribasso, non senza prima aver dato luogo ad agitazioni sociali e tensioni internazionali. Uno degli aspetti strettamente correlati di cui si sono accorti con un certo stupore gli storici è infatti l'osservazione che ogni periodo culminante di ogni ciclo di sviluppo economico (il “trentennio positivo”) è accompagnato da rivoluzioni sociali, guerre civili e conflitti internazionali anche di vasta portata, segno del tentativo dei diversi componenti dell'ambiente politico-economico – governi, gruppi d'affari, classi sociali – di tirare dalla propria parte la coperta ormai stretta delle risorse disponibili, e di superare anche in modo violento i limiti economici imposti dalla incipiente stretta creditizia. L'esempio più classico additato dagli storici è lo scoppio della Prima Guerra Mondiale, un conflitto in cui si buttarono le potenze europee prendendo come “casus belli” un episodio certamente grave, cioè l'assassinio dell'arciduca Francesco Ferdinando a Sarajevo, ma in altri tempi risolvibile pacificamente con un minimo di buona volontà diplomatica (come in effetti fu tentato nelle settimane immediatamente successive all'attentato). Ciò nonostante le diverse nazioni europee cercarono a tutti i costi il conflitto armato per risolvere tutti i loro reciproci contrasti circa ad esempio ricche regioni confinanti, concorrenza nei mercati internazionali, sfruttamento delle risorse coloniali, ecc. ecc.
Per completare il modello teorico da cui siamo partiti, quello che riporta dopo tre decenni di recessione la lancetta dell'economia verso su, é una nuova decisa ripresa della domanda. L'occasione – in un mercato ormai fisiologicamente preparato - può essere una rapida crescita demografica (come nell'Europa preindustriale dopo la fine di un'epidemia), il collegamento geografico con altri mercati tramite una rivoluzione nei trasporti (come a metà Ottocento con le ferrovie), o anche l'arrivo sui mercati finanziari di una quantità ingente di metalli preziosi, come avvenve alla fine del XIX secolo con l'oro estratto dalle miniere del Klondike, in Alaska. O anche più semplicemente un abbassamento fisiologico dei tassi d'interesse dopo tre decenni di continua salita. Insomma è un forte mutamento in una qualsiasi variabile economica suscettibile di aumentare il potere d'acquisto dei consumatori e dunque la domanda del mercato, anche se gli effetti collaterali di tale crescita si misurano in termini di aumento dell'inflazione e della competitività non solo economica ma anche sociale ed internazionale.
Proprio questo è il punto che può costituire la chiave per interpretare i nostri tempi e l'attuale situazione – per certi versi paradossale – di prezzi sostenuti (del petrolio, dei servizi, delle derrate alimentari) ma anche di alti tassi d'interesse, mutui poco convenienti e crisi del mercato, della domanda e degli investimenti (quella che tecnicamente viene definita "stagflazione"). E' certamente anche un effetto della globalizzazione dei mercati, soprattutto in termini di concorrenza da parte delle colossali economie emergenti specialmente asiatiche (Cina, India, ma anche dell'America Latina) che forti del loro basso costo della manodopera drenano risorse, capitali e investimenti da tutto il mondo. Ma è anche una politica ben precisa da parte soprattutto dei governi europei che tendono a controllare qualsiasi pericolo d'inflazione eccessiva, tenendo alto il costo del denaro anche a rischio di deprimere il mercato dei consumatori e la domanda. Per gli economisti dell'Unione Europea, un'inflazione fuori controllo significherebbe anche forti richieste di miglioramenti salariali da parte dei lavoratori con un conseguente aumento del costo del lavoro, una perdita di competitività da parte dei prodotti made in Europa ed un disincentivo di nuovi investimenti (che verrebbero invece dirottati in Asia), con l'effetto di aumentare disoccupazione e recessione.
Siamo qui all'opposto insomma di quanto raccomandato da Keynes all'indomani della crisi del '29 e di quanto perseguito dai governi europei anche prima del secondo conflitto mondiale, e cioè la crescita continua del potere d'acquisto della popolazione sostenuta dalla spesa pubblica e dalla svalutazione delle diverse monete nazionali. Ma il mondo ancora non era troppo globalizzato, e dunque l'imperativo principale era quello di mantenere alto il reddito reale di una sempre più larga fetta di lavoratori-consumatori, affinché potessero assorbire soprattutto le merci da loro stessi prodotte e dunque sostenere in primo luogo le industrie e lo sviluppo economico nazionale. Oggi l'imperativo è invece un altro: far circolare poca moneta per contenere il potere d'acquisto dei consumatori affinché non regalino tutti i soldi europei ai petrolieri esteri, e agli imprenditori asiatici. Sta a vedere tuttavia se – a prescindere dall'inaccettabile impoverimento sociale – anche da un punto di vista semplicemente teorico sia proprio questa la ricetta migliore per tutelare il sistema economico in sé, e se le imprese europee riusciranno realmente a ricavarne un beneficio...

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Fonti.

N. D. Kondrat’ev - I cicli economici maggiori, a cura di G. Gattei - Bologna, Cappelli, 1981.

N. D. Kondrat’ev - Problemi fondamentali di statistica e dinamica economica - Ed. Nauka, Mosca 1991.

Braudel, F. P., Spooner F. - I prezzi in Europa dal 1450 al 1750 – in: Storia Economica Cambridge, vol. IV, Einaudi, Torino, 1975.

van der Wee, H. - Sistemi monetari, creditizi e bancari – in: Storia Economica Cambridge, vol. V, Einaudi, Torino, 1978.

Wilson, C. H. - Il problema storico della crescita e del declino economico all'inizio dell'Età Moderna – in: Storia Economica Cambridge, vol. V, Einaudi, Torino, 1978.

De Marchi, E. - Fordismo e oltre – in: www.intermarx.com/temi/temi.html

Alesina A. - Stagflazione: un male serio ma curabile - Il Sole 24 ore, 28 giugno 2008.

Questo articolo è stato inserito il 17 luglio 2008.



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