L'EPIGRAFIA QUALE CONTRIBUTO ALLA STORIA ANTICA
di Giacomo Manganaro.
(Articolo originariamente pubblicato sulla rivista “Risveglio Narese”, aprile 1987)
In questo articolo del Prof. Giacomo Manganaro l'importanza degli studi epigrafici nella ricerca storica e archeologica viene dimostrata con un caso esemplare: la scoperta di una scuola medica di lunga tradizione nell'antica Sicilia greco-romana - tra il V secolo a. C. ed il IV d. C. - tramite l'analisi delle iscrizioni greche e latine scoperte nelle campagne siciliane: stele funerarie, cippi votivi, ecc. da cui emergono i nomi dei medici di quei tempi così lontani, alcuni dei quali come il catanese Philonides ed i suoi allievi riuscirono a farsi apprezzare anche dall'imperatore Tiberio.

L'
epigrafia è la scienza che studia le iscrizioni incise su pietra o altro materiale non deperibile, ad esempio bronzo o piombo, e che offre diretta e ricca testimonianza di ogni aspetto della vita, pubblica e privata del mondo antico, sia dell'epoca greca che di quella romana.
Le iscrizioni funerarie in particolare, oltre al nome, forniscono dettagli, come la durata della vita, la composizione della famiglia, la professione del defunto, contribuendo ad una migliore conoscenza della società di un centro o di una regione: esse servono anche ad evocare piccole storie familiari.
Alcune iscrizioni sono in versi, ciò che risulta solo dopo una attenta lettura, giacché raramente un verso occupa una sola linea sulla pietra.
E' il caso di un epigramma inciso in scrittura continua (al più è lasciato vuoto lo spazio per una lettera per staccare un verso dal seguente) sulla fronte di un cippo di calcare che misura m. 0,94 x 0,34/0,36 x 0,10 circa e le cui lettere sono alte cm. 2.
Questo è stato rinvenuto da un contadino alcuni anni or sono nella campagna di
Agati, poco lontano da Vittoria (Rg) e per merito del Prof. G. Iapichino, primario di chirurgia vascolare dell'Ospedale di Vittoria, esso è stato assicurato al Museo Archeologico di Ragusa.
E' una pietra calcarea come tante altre, che possono giacere neglette e magari riverse con la parte inscritta sulla terra arsa o affondate nel terreno. Tuttavia questa pietra, che era stata a lungo abbandonata e maltrattata, forse per caso sfuggita ai danni del trattore, nascondeva l'unica testimonianza di un uomo vissuto tanti secoli fa e che era stato un “medico e un agricoltore”.
I sei versi a caratteri tipici del I secolo d. C. si sviluppano su 15 linee e mezza. Su due altre righe è indicato il nome del padre, omonimo del figlio, che gli fece erigere la tomba.
“Qui chi (è) ? Montanos
medico e agricoltore
di anni ventotto
giace dalla breve vita,
avendo lasciato anzitempo
la legittima sposa e i figli
piccoli e i genitori che
si lamentano
e i canuti capelli
si strappano, i quali
(genitori) la bella barba
cresciuta da poco (sul mento)
di lui che
esala l'anima, hanno
tagliato fra le lacrime”.
Montanos il padre
per pietà ha fatto (la tomba).
Vi sono echi di versi omerici in dialetto ionico. Il secondo verso è un pentametro, per cui l'epigramma inizia con un distico, ma continua con quattro altri esametri.
Il padre ed il figlio, fatto non eccezionale, recano lo stesso nome, che è un tipo “cognomen” romano, “Montanos”.
Il defunto era stato un agricoltore, aveva forse fondi nella zona già di
Camarina, per eredità di famiglia, ma esercitava la pratica medica: era un medico di campagna di questa zona di Sicilia.
A
Scornavacche, sulla confluenza dei due bracci del fiume
Dirillo, nel ragusano, è stata trovata una coppa (
kylix) del 300 a. C. circa, ora al Museo di Ragusa, con un graffito che dichiara:
“(Questa) diedero a me (Asclepios) i massaggiatori, (essa è) sacra di Asclepios”. (A. Di Vita, in Aparchai, Nuove ricerche e studi, in onore di P. E. Arias, Pisa, 1982, pag. 537 s.).
A parte il senso sibillino di “Kaynotribones” (massaggiatori), è al culto del dio
Asclepio, che fioriva in queste contrade, propagandato dai santuari del medesimo dio, impiantati ad Agrigento e a Gela fin dal V secolo a. C., che la scuola dei medici locali, detti “asclepiadei” si connetteva (R. E., Suppl. XIV, 1974, col 368 s.).
I più insigni fra questi medici-filosofi del V secolo a. C., sono allievi di
Empedocle di Agrigento,
Pausania di Gela, cui fu dedicato un epigramma greco, attribuito impropriamente a Simonide, ed
Akron di Agrigento (più anziano del famoso Ippocrate), per il quale in Diogene Laerzio (VIII 65) si riporta un epigramma funerario, piuttosto ironico circa l'autoesaltazione del personaggio.
Quest'ultimo in occasione della “peste” scoppiata ad Atene nel 430 a. C., per la quale morì Pericle, avrebbe promosso ampia opera di pulizia nella città, accendendo grandi fuochi per purificare l'aria.
Questa scuola di medicina e filosofia insieme attribuiva grande efficacia alla dieta.
A
Megara Iblea (Sr) è stata scoperta una statua efebica, un “kouros” funerario in marmo, ora al Museo Archeologico di Siracusa, sulla cui gamba destra è incisa una iscrizione col nome del defunto:
“Di Somrotidas il medico, figlio di Mandrocles”. Era forse un megarese, oriundo però dalla Grecia Ionica. Il suo nome era “parlante”, cioè “salvatore di uomini” (G. Pugliese Carratelli, in Annuario Scuola Archeologica Italiana di Atene, 1950, pp. 66-68).
Nel I secolo a. C.
“Philonides siculo” e precisamente da
Katane o da Enna (da distinguere da un omonimo e coevo medico di Dyrrachium) è ricordato dallo scrittore di medicina Scribonius Largus fiorito sotto l'imperatore Claudio (RE XXI, 1941, col 73 n. 6). Il medesimo in una sua opera riporta la ricetta di un medicamento efficace contro il dolore al fianco, che era stata tenuta segreta “da Paccio Antioco allievo del catanese Philonides” fino a che questi morendo non la trasmise “per libellum”, cioè per testamento, all'imperatore Tiberio.
Scribonius riferisce ancora un antidoto del maestro
“Apuleio Celso di Centuripe” contro i cani rabbiosi, comuni in Sicilia.
Un altro cippo di calcare, rinvenuto a
Floridia (Sr) nel 1950 (Not. Degli scavi, 1951, p. 164) reca una dedica latina, datata sul 227 d. C.:
“Numini praesentissimo Aesculapio Roscius Aelianus Salvius u(t) v(overat) r(estituta) s(alute) libens, d(onum) d(edit), nono Mart(iis) Albino et Massimo coss.”
Esculapio, forma latina di Asclepios, è definito “Numen praesentissimum” cioè: “Divinità benigna e manifesta, che invocata assiste subito”.
Più tardi nel IV secolo d. C. a
Chiaramonte Gulfi, nel ragusano, come si apprende da un cippo inscritto in greco, ecco un altro medico: “amico di tutti e sapiente e caro a tutti, Eudemon”. Vissuto 65 anni e morto il giorno 7 del mese di phaophi (è un nome di mese egiziano), Eudemon proveniva verosimilmente dall'Egitto.
A Siracusa, ancora, nel IV secolo d. C. fu posta una dedica in versi, in greco, per un medico (il nome è perduto, essendo menzionato in una lacuna), il quale elargiva “dolci farmaci per dolori e malattie a tutti” e aveva acquistato fama, che sarebbe perdurata “in occidente e in oriente”.
In conclusione, solo grazie a documenti epigrafici, incisi su pietre che sono reperibili fra ruderi o in un terreno, che aveva costituito un sepolcreto, come quelli sopra ricordati, è possibile cogliere momenti della vita e della società antica.
Grazie ad essi si può affermare che in Sicilia dal V secolo a. C. giù fino al IV secolo d. C. nella fascia sud orientale, da Agrigento al territorio ragusano e al siracusano, a Centuripe e a Catania, fiorì una scuola di medicina, che ebbe oscuri medici apprezzati nelle città e nel contado di Sicilia, ma anche qualche illustre rappresentante tenuto in considerazione alla corte dell'imperatore Tiberio.
Segnalare alle Soprintendenze o a chi nelle facoltà Universitarie insegna discipline classiche, pietre con simili iscrizioni, il cui valore commerciale è nullo, ma quello storico altissimo, resta opera meritoria e degna di cittadini di una società civile, colta, rinnovata e moderna.
Nota. Il presente articolo viene qui ripubblicato per gentile concessione dell'autore, Prof. Giacomo Manganaro, già docente di Storia greca, Numismatica antica ed Epigrafia greca e romana presso l'Università di Catania. L'immagine fra il testo, di pubblico dominio, è tratta dall'enciclopedia libera www.wikipedia.org