C a t a n i a C u l t u r a . c o m




cliccare per entrare nel sito

Catania Sismica: Un nuovo sito di informazione e documentazione, storica e scientifica, sul rischio sismico a Catania e nella Sicilia Orientale, e sulla prevenzione dai possibili danni da terremoti e maremoti.



FAI


       
TERME E TEATRI. I TERREMOTI NELLA STORIA DI CATANIA ED I MONUMENTI GRECO-ROMANI SUPERSTITI
di Ignazio Burgio.




Rovine delle Terme dell'Indirizzo “La Sicilia posava appena da' civili rumori, quando i naturali flagelli sorgeano a percuoterla. Il 4 febbraio 1170, circa l'ora prima del giorno, tremò d'improvviso la terra con ignoto terrore della generazione vivente, alla quale non era mai occorso nulla di simile; e lo spaventevole crollo estendevasi in Calabria ed in Puglia. La città di Catania ne fu rovesciata da cima a fondo, in modo da non rimanerne in piedi una casa soltanto. Vi perirono, tra uomini e donne quindicimila persone, ed il vescovo Giovanni d'Aiello, mentre co' suoi monaci assisteva a' divini uffici nel tempio. Lentini, Modica e altre terre e borgate rimasero distrutte intorno a Siracusa e Catania: il culmine più alto dell'Etna, dal lato che guarda Taormina, sprofondò nel cratere del monte; molte antiche fonti seccaronsi, molte se ne videro pullulare di nuovo; le acque di Aretusa da chiare e dolci si fecero ind'innanzi limacciose e salmastre; la copiosa sorgente di Tavi, che nel centro dell'isola è origine ai fiumi Dittaino e di San Leonardo, per lo spazio di due ore rattenne il suo corso, poi riproruppe con impeto, tinta per qualche tempo del colore di sangue; in Messina il mare, che giacea placidissimo, fu visto prima, quasi in sé ravvolgendosi, allontanarsi dal lido, poi rifluire d'un tratto, valicando i consueti suoi limiti, superando le mura e le porte della città, e spingendosi dentro a inondarla..." (da: Isidoro La Lumia, Storie Siciliane, Palermo 1969, I vol., pagg. 233-234). I catastrofici eventi sismici sofferti dalla città etnea, nonché da tutte le località della Sicilia orientale, nel corso degli ultimi mille anni (in particolare quelli del 1169/70 e del 1693), sono stati i veri responsabili (più della lava vulcanica, o dell'attività umana) della distruzione del patrimonio architettonico e monumentale sia greco-romano che medievale. Qualche monumento del passato classico è rimasto tuttavia in piedi. Se si eccettuano gli ipogei ed i sepolcri (come anche il grande Anfiteatro, oggi a piazza Stesicoro), che proprio perchè interrati sono riusciti ad assorbire le forti sollecitazioni sismiche, in superficie sono rimasti in piedi per quasi duemila anni resti di terme e di teatri, non a caso dall'architettura semicircolare o ottagonale.
Il grande teatro semicircolare esistente in via Teatro Greco è in realtà di epoca romana come attestato dallo stile della sua costruzione, l'opus incertum - ovvero tecnica mista di blocchi squadrati di lava e mattoni - e dagli archi a volta dei corridoi. E' molto probabile che a Catania esistesse anche un precedente teatro greco, forse nell'identica posizione di questo di epoca romana, di cui quest'ultimo sarebbe dunque un rifacimento ed un ampliamento. Il teatro poteva infatti contenere più di 7000 spettatori, anche se dunque più piccolo sia del teatro siracusano come anche di quello di Taormina (il più grande dei tre). Era ripartito in 21 serie di sedili, divise da 8 scale in 9 “cunei”. Le scale in nera pietra lavica (più resistente all'usura delle calzature) contrastavano anche esteticamente con le gradinate in pietra calcarea, originariamente ricoperte di marmo. Sino in epoca normanna il teatro si conservò abbastanza bene, poi all'epoca dei lavori per la costruzione della Cattedrale medievale sotto il conte Ruggero vennero asportate le colonne ed il rivestimento marmoreo perchè fossero utilizzate nella “Chiesa fortezza” (ecclesia munita). Sempre in epoca normanna si cominciarono a costruire delle abitazioni private sopra la struttura circolare di questo teatro ormai spoglio, e la stessa cosa avvenne anche dopo il terremoto del 1693.
Così come in tante altre città di origine antica, anche a Catania accanto al Teatro principale ve n'è uno più piccolo, il cosiddetto Odeon, che anticamente doveva essere coperto e destinato per lo più a rappresentazioni musicali. Anch'esso di forma semicircolare, presentava le gradinate suddivise tramite 18 muri, in 17 “spicchi” trapezoidali, indipendenti gli uni dagli altri. All'esterno ognuno di questi vani aveva un ingresso a forma di arco. Il materiale costruttivo, come nel caso del Teatro più grande, è anch'esso costituito da conci di lava squadrati e mattoni.
Oltre ai due teatri romani, altri due monumenti dell'antica Catina hanno resistito agli sconvolgimenti sismici: si tratta di resti di edifici di forma ottagonale adibiti anticamente ad uso termale. Uno di questi in età medievale fu trasformata in edificio di culto, Santa Maria della Rotonda, chiamata anche Pantheon. Le sue pareti hanno uno spessore di 33 pollici, e sono sormontate da un cupola costituita di cocciame impastata con calce, “cupola che poggia su otto archi la maggior parte dei quali in antico doveva essere aperta” secondo Adolfo Holm (Catania antica, p. 34).
Rovine delle Terme dell'Indirizzo Un altro esempio di edificio termale ancora in piedi è costituito da alcuni vani, il più grande dei quali sempre di forma ottagonale, nei pressi dell'antico monastero dei carmelitani di S. Maria dell'Indirizzo. Anche le mura di queste Terme (denominate appunto dell'Indirizzo) sono costituite da conci di lava quadrati e di mattoni, ed al pari della Chiesa della Rotonda presentano uno spessore che conferisce solidità all'intera struttura, nonostante che, a motivo dell'epoca di decadenza in cui vennero costruite – il IV sec. d. C. - la sua costruzione non abbia la medesima qualità delle terme ancora più antiche, come quelle “Achillee” oggi sotto il Duomo. Se questi resti di teatri e di terme sono ancora oggi in piedi non lo si deve certamente solo ai tipi di materiali utilizzati ed alla solidità della loro tecnica costruttiva ovvero conci di lava quadrati, muri spessi, volte più leggere, ripartizione dei pesi con l'uso sapiente degli archi, con l'effetto di alleggerirne la struttura. Ma anche alla loro forma, circolare, semicircolare o ottagonale, in grado di assorbire in maniera più elastica rispetto agli edifici a pianta lineare, le sollecitazioni sismiche anche dei terremoti più forti che hanno coinvolto Catania, specialmente, dopo quello già ricordato del 1169, quello di magnitudo più alta nel 1693: "Un guajo terribile, di cui tuttavia ai nostri giorni se ne fa con orrore memoria, accadde alla Sicilia l'anno di appresso 1693. La notte del 9 di gennajo del detto anno verso le ore quattro e mezza, vi fu per tutta l'isola una scossa di terra, la quale, nella Valle di Mazara fu alquanto leggiera, ma nelle due di Noto e di Demone fu così forte e violenta, che atterrì tutti gli abitanti, ed arrecò grandi calamità. Le tenebre della notte, come è naturale, ne accrebbero il terrore. Gli abitanti sortirono dalle loro case, ed andarono nelle campagne e nelle piazze per non essere seppelliti dai fabbricati, dove ebbero a soffrire i rigori del rigido inverno, fino che fu giorno: allora crebbe lo spavento, nel vedere le loro abitazioni aperte, e vicine ad essere diroccate. Ma qual fu la loro angustia, quando in capo a due giorni, cioè agli 11 del detto mese sulle ore 21 replicò questo flagello con maggior furia del primo ? Si squarciò la terra dalle sue viscere, caddero i più magnifici edifizii, così sacri, che profani, e si aprirono delle caverne che inghiottirono i viventi. La sede principale, dove questa seconda scossa apportò maggiori danni, fu la città di Catania, la quale cadde quasi tutta, e in pochi momenti diventò un mucchio di pietre; vi morirono intorno a diciotto mila, e restarono vivi solo nove mila, i quali erano così rifiniti ed abbattuti, che sembravano tanti cadaveri.
"Considerabili furono, quantunque minori, i danni che ne soffrirono le due valli, dove molte case furono conquassate e caddero, e molti abitanti, o restarono schiacciati dai fabbricati, o inghottiti dalla terra, che si era aperta. Si fa ascendere la perdita, che accadde in questa funesta occasione fra uomini e donne a 59 mila e 7 cento, secondo la relazione avutane dal vicerè e dal real patrimonio, che ci ha conservato il diligentissimo canonico Antonino Mongitore. Non furono esenti da questo infortunio le isole adjacenti alla Sicilia; giacchè in Malta, dove si sentirono tre scosse, secondo il Vertot, caddero molti edifizii, e Lipari soffrì ancora simili disastri..."
(Giovanni E. Di Blasi, "Storia del Regno di Sicilia", ed. Dafni, III vol. p. 249. Nota: rispetto al testo originale si è qui sostituito "fabbriche" con "fabbricati" per evitare confusione).
La Catania medievale ricostruita dopo il 1169 sulle macerie della Catania più antica, dalle caratteristiche planimetriche e architettoniche non solo romano-bizantine, ma anche arabe e normanne, durò in pratica solo poco più di cinquecento anni. Al terremoto del 1693 sopravvissero solo pochi monumenti tra i quali la massiccia mole del Castello Ursino, la parte posteriore della cattedrale normanna, poi inglobata nella nuova cattedrale barocca (quella attuale), e le antiche mura prospicenti il mare. Erano accomunati tutti dal fatto di essere fortificazioni (compresa la cattedrale normanna, “ecclesia munita”) e dunque proprio per questo costruite secondo criteri di solidità e di resistenza nei confronti degli armamenti militari medievali (arieti, catapulte, ecc.). Ma da non sottovalutare anche il fatto che i loro materiali costituiti da conci di lava squadrati sono tuttavia sostanzialmente i medesimi di quelli che compongono i teatri e le terme di epoca romana, sopravvissuti praticamente nell'arco di quasi duemila anni a decine di forti terremoti, due dei quali veramente letali per la città di Catania.

Bibliografia.

Isidoro La Lumia, Storie Siciliane, Palermo 1969, I vol.

Adolfo Holm, Catania antica, Brancato editore.

Giovanni E. Di Blasi, Storia del Regno di Sicilia, ed. Dafni.

Nota. Le immagini - liberamente a disposizione di chiunque - sono state scattate dall'autore.

Questo articolo è stato inserito il 1 luglio 2011.



VETRINA ARTICOLI RECENSIONI IL CAFFE' FORUM TECNICHE ALTRI SITI MISTERI