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CHIAVETTE USB INTERNET CON LINUX UBUNTU E OPEN SUSE
di Ignazio Burgio.

La banda larga mobile si sta sempre più rivelando un mezzo molto comodo di connessione alla rete sia come prezioso complemento ai portatili ed ai netbook, sia per la flessibilità dei contratti con i fornitori di servizi: sempre più spesso le SIM non prevedono infatti soltanto modalità di pagamento fissi legati a conti correnti ma anche semplici ricariche mensili, come per la telefonia. In particolare le “chiavette” USB che in modalità HSUPA raggiungono velocità di collegamento “effettivi” in download superiori ad 1 o 2 MB al secondo, si caratterizzano per la loro facilità di impiego di tipo “plug & play” in ambiente Microsoft Windows. In ambiente Linux tuttavia possono dare inizialmente qualche problema di riconoscimento da parte del sistema operativo, anche da parte di uno dei più aggiornati come Ubuntu. In realtà in base alla mia esperienza risolvere un problema di questo genere sembra quasi un “gioco da ragazzi”.
Le chiavette USB che ho adoperato sono i modelli “Onda MT833UP” fornito generalmente dalla TIM e la MOMO 3@ fornito dalla “3”. Ambedue i dispositivi sono tuttavia universali e funzionano benissimo con le SIM di qualsiasi operatore. I sistemi operativi su cui le chiavette sono state testate sono due tra le più comuni distribuzioni Linux: Ubuntu e Open Suse, nelle loro versioni più aggiornate.
Sotto Linux Ubuntu cliccare in successione sui menù Sistema --> Preferenze --> Connessioni di rete per settare i parametri. Nella finestra “Connessioni” scegliere “Banda larga mobile” e cliccare su “Aggiungi” e quindi impostare i dati relativi al proprio fornitore telefonico: il paese (Italy, ovviamente), il gestore (TIM, WIND, ecc.) e l'APN che è preferibile inserire manualmente digitandolo nell'apposito campo: per Wind è “internet.wind”, nel caso di TIM, “ibox.tim.it”, nel caso di TRE si dovrà digitare “tre.it”, mentre per VODAFONE sarà “mobile.vodafone.it” (per altri operatori si cerchi magari in rete). Confermando apparirà una finestra che chiede di confermare o aggiungere altri parametri: si suggerisce ad esempio di scegliere la connessione automatica. Come si può intuire infatti non sono riuscito ad installare le interfacce di collegamento software fornite dai costruttori a corredo delle chiavette per l'ambiente Linux, e di conseguenza ci si dovrà affidare alle utility di Ubuntu. Nella sottofinestra “Banda larga mobile” confermare il numero di default *99# e lasciare in bianco i campi “Nome utente” e password. Confermare anche l'APN che si è scelto (ibox.tim.it oppure altro), lasciare in bianco il campo RETE e se si vuole mantenere per sicurezza l'accesso tramite PIN della scheda SIM inserita nella chiavetta, digitarlo nel campo apposito. Nella sottofinestra “Impostazioni PPP” si suggerisce di impostare solo l'autenticazione PAP e per il resto di confermare le altre scelte di default relative ad esempio alla compressione dei pacchetti in transito sulla rete. Nella terza e ultima sottofinestra “Impostazioni Ipv4” si raccomanda di scegliere il “Metodo: Automatico PPP (solo indirizzi)”. Nel campo “Server DNS” digitare le cifre relative agli indirizzi IP che identificano i server del proprio fornitore di collegamento, e cioè: per TIM = 213.230.130.222; per Wind = 193.70.152.25; nel caso di VODAFONE = 10.127.1.41; nel caso di TRE = 62.13.171.2 (tali indirizzi possono anche essere più di uno, reperibili sempre in rete, nel qual caso si dovranno aggiungere di seguito al primo separati da una virgola). Nel campo immediatamente successivo “Domini di ricerca” riportare semplicemente ancora (e per l'ultima volta) il familiare APN: ibox.tim.it, internet.wind, ecc. ecc.
Per chi è nuovo dei collegamenti internet, tutto quanto si è detto fin qui potrà sembrare ostico, ma in realtà il più ormai è fatto. A questo punto infatti basta inserire la chiavetta in una delle prese USB, riavviare ed attendere qualche secondo. In realtà tuttavia è probabile che Ubuntu non le riconosca ancora, o per lo meno le riconosca soltanto come normali “pen drive” ad uso di memoria di massa (un'avvertenza: per quanto riguarda la MOMO 3@ assicurarsi che la levetta esterna sia rivolta verso l'indicazione “modem”).
Uno dei problemi di quasi tutte le versioni Linux più aggiornate, non soltanto Ubuntu, riguarda infatti la difficoltà a riconoscere in tempi rapidi i dispositivi modem mobili, nel nostro caso le chiavette. Per ovviare a tale difficoltà vi sono due soluzioni, entrambe da me utilizzate. La prima riguarda l'installazione di un programma che dica al sistema Linux che la nostra chiavetta non è una semplice memoria di massa bensì un modem mobile. Il programma (o pacchetto) in questione è USB_ModeSwitch scaricabile in varie versioni (compreso l'archivio compresso) ad esempio da questo sito: www.draisberghof.de/usb_modeswitch . Dopo averlo scaricato (anche in ambiente Windows) lo si può ricopiare (tramite pen drive o cd) in una cartella, ad es. nella Scrivania di Ubuntu, in maniera da scompattarlo. Ricopiare (col copia/incolla) i file estratti nella cartella home del proprio sistema Ubuntu. Quindi aprire una sessione di terminale (da menù Applicazioni --> Accessori --> Terminale) e digitare “make install” (eventualmente preceduta dall'istruzione “sudo” e la password di amministratore di sistema). Il sistema in questo modo dovrebbe aggiornare la propria lista di dispositivi da “switciare” in modalità modem, come spiegato anche nelle istruzioni (in inglese) del sito che si è citato. Dopo aver inserito la chiavetta e riavviato il pc, Ubuntu dovrebbe iniziare a riconoscerli: nella parte superiore destra dello schermo, accanto all'icona della batteria, dovrebbe comparire un'onda radio animata (che assomiglia più ad un tornado!) ad indicare la ricerca del collegamento. Tuttavia può ancora capitare come da mia esperienza che il collegamento tardi ad attivarsi, o addirittura che la chiavetta venga ancora riconosciuta come una semplice pen drive. Ho allora trovato utili questi trucchetti – come un gioco da smanettoni, appunto – per velocizzare tutto. Cliccare col tasto destro del cursore sull'icona a forma di mappamomdo della chiavetta Onda MT833UP e da menù scegliere “Espelli”: l'icona scomparirà, per poi ricomparire dopo un paio di secondi ed iniziare automaticamente il collegamento. Nel caso della MOMO 3@ invece assicurarsi che il cursore esterno sia posizionato su “modem”.
Se entrambe le chiavette hanno poi difficoltà a stabilire un collegamento stabile, posizionarsi col cursore nell'icona dell'onda-radio/tornado sullo schermo in alto (segnato dal punto esclamativo rosso) e cliccare col tasto destro: dal menù cliccare su “Abilita rete a banda larga mobile” per disattivarla (sì proprio così); subito dopo rifare la medesima operazione per riattivarla. Quindi cliccare sempre sull'icona “tornado” col tasto sinistro e da menu selezionare la voce relativa alla propria connessione, ad es. TIM – Connessione, quindi cliccare su “connetti”: finalmente il collegamento dovrebbe partire.
Possono sembrare forzature laboriose, come una sorta di match sportivo fra noi e Ubuntu, ma al momento sono queste le uniche soluzioni da me trovate in merito alle due chiavette in questione. E tutto sommato quei pochi secondi in più che fanno perdere sono certamente ben ripagati dalle risorse gratuite che l'ambiente linux più noto offre in rete.
Al contrario di Ubuntu, Open Suse contiene già, a quanto sembra, i dati aggiornati relativi alle due chiavette, poiché già all'inizio dopo uno o due riavviamenti del sistema con chiavetta inserita, li riconosce per quelli che sono ovvero due modem mobili. Naturalmente anche qui è necessario settare tutti i parametri di connessione (APN, DSN, PAP, e via dicendo) per collegarsi. Possono tuttavia sorgere le solite difficoltà di stabilire un collegamento, ed allora anche in ambiente Open Suse può essere utile utilizzare i medesimi trucchi cliccando sui menu delle relative icone (in basso, a forma di telefonino nero).

Nota. I dispositivi hardware mobili ed i sistemi operativi linux sono stati installati e utilizzati dall'autore con buoni risultati e senza alcun problema per il sistema stesso. Tuttavia non si fornisce alcuna garanzia che su altre macchine, con risorse e sistemi operativi differenti, essi lavorino con le medesime prestazioni e soprattutto che non diano alcun problema software o hardware. Pertanto - com'è ormai consuetudine in questi casi - si declina qualunque genere di responsabilità.
Per reperire i medesimi Sistemi Operativi Linux ci si può affidare ad un buon motore di ricerca oppure cercarli direttamente su siti specializzati nel download.
Tutti i marchi citati in questo articolo appartengono alle rispettive società e sono tutelati dai diritti d'autore. Windows è un marchio di proprietà della Microsoft Corp.

Questo articolo è stato inserito il 27 dicembre 2010.



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