"...La caratteristica fondamentale della cucina, forse il suo specifico rispetto e ogni altro fenomeno culturale,
consiste nel fatto che essa occupa tutti i punti dell'intero segmento ai cui estremi stanno natura e
cultura assunte nei loro caratteri differenziali. La cucina tiene sempre strette in un modo indissolubile
natura e cultura; tanto al momento della produzione di cibi quanto nella fase del loro consumo..."
Dalla copertina del volume:
Profumi di Sicilia - il libro della cucina siciliana
di Coria Giuseppe
Editore Cavallotto - Catania
670 pagine
Un libro atipico, che raccoglie, classifica, illustra e descrive le ricette più autentiche e
genuine della cucina siciliana, traendone l’anima folklorica e rituale. Dagli asparagi all'arancia
ai cardi in pastella, dallo sgombro all'Archestrato ai calamari affogati, fino alle immancabili ricette
della pasta alla Norma e delle sarde a beccafico. Una guida completa alla
tradizione culinaria di Sicilia, per scoprire la realtà di un’isola attraverso il percorso dei
suoi sapori.
Disponibile presso le
Librerie Cavallotto , in Viale Ionio 32 ed in Corso Sicilia 91 a Catania.
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Se è vero che i catanesi non amano molto i musei “d'epoca” presenti nella propria città – come dimostrano la dimora catanese di Verga o il Castello Ursino, normalmente disertati, ad eccezione forse di qualche scolaresca trascinata “a forza” dai docenti - il
Museo del Cinema di Catania meriterebbe al contrario proprio per la sua modernità e originalità di essere costantemente invaso dai visitatori, anche da persone a digiuno di cultura cinematografica, o più semplicemente a digiuno di cultura. Innanzitutto perchè è uno dei due soli e unici Musei del Cinema presenti in Italia (l'altro è a Torino).
In secondo luogo, perchè il suo linguaggio, pur non mancando di fascino e di interesse, è semplice e di immediata comprensione lungo tutto il suo itinerario.
Anche se infatti non manca - com'è giusto in ogni museo che si rispetti - una ricca collezione di cimeli tecnologici di tutte le epoche, propone al visitatore, ad esempio, anche una nutrita carrellata di spezzoni di film celebri, sia italiani che stranieri, proiettati a ciclo continuo in ogni angolo del suo ambiente - grande o piccolo, in verticale o in orizzontale.
Ubicato all'interno del Centro Culturale-Fieristico “Le Ciminiere” di Viale Africa, il Museo è stato progettato dall'architetto italo-svizzero
Francois Confino – il medesimo progettista del Museo Nazionale del Cinema di Torino – ed inaugurato il 16 Maggio 2003.
Le visite sono strutturate secondo un percorso guidato. Si entra in una prima sala ricca di strumenti di proiezione cinematografica di tutte le epoche e dimensioni (dal 1915 al 1964), per prendere concretamente contatto con la dimensione innanzitutto tecnologica del cinema, come sottolineato – al piano superiore - anche da una installazione animata dello scultore francese
Patrice Ferrace. Nel medesimo piano, lungo un corridoio una serie di pannelli con le date bene in evidenza illustrano cronologicamente la storia degli eventi figurativi e tecnici che dalla preistoria e dalle ombre cinesi portarono all'invenzione dei Fratelli Lumiere ed alla loro prima proiezione pubblica, il 28 dicembre 1895 a Parigi. Da quella data i pannelli proseguono, sempre nel medesimo corridoio, per illustrare le successive tappe miliari che hanno caratterizzato l'evoluzione del cinema nel XX secolo: i primi trucchi, l'introduzione del sonoro, l'avvento del colore, l'ausilio del computer, ecc.
Nella Galleria dei Ritratti, una serie di schermi al plasma riproducono le immagini – a grandezza naturale – di registi, attori e critici cinematografici, quali ad esempio
Vincenzo Mollica,
Lina Wertmuller, i
Fratelli Taviani, che a turno si “animano” e parlano dei film girati in Sicilia, ed in particolare a Catania. Colpisce, in particolare, il ricordo di
Claudia Cardinale circa la sua interpretazione nel film “Il Gattopardo”, del regista Luchino Visconti, e del suo rapporto sul set con l'attore Burt Lancaster.
Dalla Galleria dei Ritratti si accede poi ad una piccola sala di proiezione, con comodi divani, dove un
Lando Buzzanca con tanto di tazzina di caffè in mano presenta un piccolo campionario, accompagnato da uno “zapping” di spezzoni di film celebri, dei temi più classici rappresentati nella storia del cinema: il dramma, la commedia, l'avventura, l'azione, e naturalmente, immancabile, l'amore. Alla fine, il medesimo Buzzanca, ci invita a proseguire la visita nella Casa del Cinema: dalla sala di proiezione si accede infatti a diversi ambienti domestici – il cortile, la cucina, il bar, la camera da letto, ecc. ad ogni angolo dei quali vengono proposti, su schermi di ogni dimensione, e posti anche, per esempio, sui piatti o sul letto, altri spezzoni di film celebri attinenti agli ambienti medesimi. L'ultimo di questi ambienti - che conclude la visita al Museo – cioè il garage, con la riproduzione di una berlina trasformata in proiettore a ciclo continuo, riproduce su di un grande schermo, scene di inseguimenti automobilistici, della serie 007 o I Blues Brothers.
Il Museo del Cinema è aperto alle visite con i seguenti orari:
Mercoledì, Venerdì, Sabato e Domenica, la mattina dalle 9,30 alle 12,30 (secondo tre gruppi di visite guidate il cui ultimo ingresso è alle 11,30).
Martedì e Giovedì, mattina e pomeriggio, dalle 9,30 alle 17,00 (ultimo ingresso della mattinata: 11,30; ultimo ingresso pomeridiano: 16,00).
Lunedì chiuso.
Informazioni e prenotazioni: tel.: 095-4011928; 095-4012630
Web:
www.provincia.ct.it/Il_Territorio/La_Rete_Museale/Museo_del_Cinema/informazioni.asp