Nuovo articolo. Antichi Romani in America. Sin dal XIX secolo sono state rinvenute in diverse parti del continente americano curiosi reperti - iscrizioni, monete, statuette - che hanno fatto sempre più sospettare che l'America sia già stata visitata prima di Colombo. Se almeno in un caso, quello dei Vichinghi, ciò è stato dimostrato negli anni sessanta del secolo scorso, è possibile tuttavia che anche Fenici, Celti e Romani abbiano attraversato l'Atlantico, come dovrebbe dedursi anche da sibilline affermazioni negli scritti di Aristotele, Plutarco, Diodoro Siculo, Seneca ed altri autori classici. Addirittura un'intera città Maya, edificata con materiali atipici, potrebbe nascondere curiose testimonianze romane, nonchè probabilmente anche asiatiche.
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Nuovo articolo. Controstoria del Risorgimento: una sintesi bibliografica ragionata. Da una quindicina di anni a questa parte sono stati pubblicati diversi volumi che analizzano il Risorgimento e l'Unità d'Italia senza alcuna mistificazione ma nella loro drammatica verità storica. Si è ritenuto utile proporre una sintesi di quanto ricostruito dagli autori di queste opere (insieme ad un elenco di riferimenti bibliografici, tutt'altro che esauriente, ovviamente) lasciando che prevalentemente si esprimano essi stessi. La finalità è quella di mostrare che una serena lettura della verità dei fatti ed un pacato dibattito privo di toni polemici siano di grande vantaggio alla maturazione civile e democratica di ognuno di noi, fino, forse paradossalmente, a dare maggior valore oggi che nel passato all'unità della nostra nazione.
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Ausoni, Siculi e Micenei in Sicilia. La grande siccità del XIII secolo a. C. e la fine delle civiltà del bronzo. La fine delle antiche civiltà dell'età del bronzo nel Mediterraneo orientale, Micenei e Ittiti, in testa è sempre stata attribuita dagli storici e dagli archeologi all'invasione di nuovi popoli provenienti dal nord. Tuttavia le ricerche di alcuni climatologi sin dagli anni sessanta e settanta del secolo scorso hanno condotto alla scoperta di una grave condizione di siccità nel Mediterraneo orientale intorno al 1200 a. C. che può certamente spiegare il collasso di città e civiltà dell'epoca. La disastrosa condizione climatica potrebbe però anche spiegare altri enigmatici episodi dell'antichità, come le bibliche dieci piaghe d'Egitto. Per quanto riguarda comunque la Sicilia, l'invasione di Ausoni e Siculi, al pari di altre genti nella Penisola, appare strettamente connessa all'impossibilità da parte di Popoli del Mare e popoli europei di continuare a risiedere nelle loro sedi originarie per motivi di siccità o al contrario di gravi inondazioni.
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Le due città di Priamo. Omero nel Baltico, le rovine di Schliemann e la tela di Penelope. Uno dei più antichi ed importanti dibattiti della cultura occidentale, la questione omerica, si è ulteriormente riacceso in questi ultimi tempi in seguito sia alle nuove indagini archeologiche di alcuni ricercatori tedeschi sul sito delle rovine scavate da Schliemann in Turchia, sia in seguito alle rivoluzionarie conclusioni raggiunte da Felice Vinci che sposta geograficamente e cronologicamente l'ambientazione dei poemi omerici, non più nel Mediterraneo del 1200 a. C. ma nella Scandinavia del 2000 a. C. Se fra gli stessi archeologi più tradizionalisti c'è ancora chi dubita che le rovine di Hissarlik possano appartenere alla Troia dell'età ellenistico-romana (e men che meno alla Ilio omerica), dall'altro versante le ricostruzioni di Vinci hanno destato sia apprezzamento e interesse ma anche critiche e contrarietà. In questo articolo si propone una terza via, non certo come comodo compromesso per accontentare tutti, ma come seria analisi sulla travagliata composizione dell'Iliade e dell'Odissea nel corso di almeno un millennnio.
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Le pietre dei giganti: gli orientamenti astronomici dei megaliti di Montalbano Elicona (Me). Le misteriose formazioni rocciose che si presentano in tutta la loro imponenza nei pressi del paese di Montalbano Elicona, in provincia di Messina, sono state interpretate da alcuni come semplice opera della natura, da altri come opera degli uomini neolitici di Sicilia in tempi molto antichi. Così le suggestive sagome della Vergine in preghiera, del volto maschile e dell'Aquila vengono considerate ora come bizzarri scherzi della natura, ora come l'opera di una misteriosa civiltà che lasciò altri esempi simili non solo in Italia ma in tutto il mondo. Curiosamente però i megaliti più notevoli di questa "Stonehenge italiana", come definita da qualcuno, presentano precisi orientamenti agli equinozi ed ai solstizi...
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Il 2012 degli antichi romani. Pagani e cristiani in un'epoca di angoscia. Nei primi secoli dell'era cristiana i sudditi dell'Impero romano vissero un'angosciosa crisi esistenziale legata ad aspettative apocalittiche che favorirono l'adesione a nuovi culti religiosi provenienti dall'Oriente, quali quello di Iside, il Mitraismo e naturalmente il Cristianesimo. Negli ultimi anni nuovi studi hanno fatto luce su questo argomento arrivando anche a conclusioni rivoluzionarie come nel caso del Mitraismo. Angoscie apocalittiche, nuovi culti e atteggiamenti spirituali nell'antica società romana, sembrano collegati alla scoperta della precessione degli equinozi, ma probabilmente anche alla memoria di una grande catastrofe accaduta duemila anni prima.
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Gli otto angoli del cielo. Origine, significato e storia degli enigmatici simboli artistici e architettonici ad otto elementi. I simboli che richiamano il numero otto, come la rosa ad otto petali, sono stati diffusamente utilizzati nell'arte e nell'architettura antica e medievale. In quest'articolo si suggerisce come la loro origine debba ricercarsi in un complesso di conoscenze archeo-astronomiche in possesso sia delle antiche civiltà megalitiche, sia delle civiltà mediorientali (egiziana e babilonese). Ad esse vanno collegati oltre che esemplari di meridiane portatili dell'età antica, anche simboli tipici dell'età medievale, come la "triplice cinta", la spirale ed il labirinto, presenti soprattutto in moltissime chiese ed abbazie di ogni parte d'Italia.
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"Leggende di pietra": l'enigma Anasazi ed i remoti contatti tra Asia e America. Cosa hanno in comune il popolo giapponese degli Ainu, dalla pelle chiara, lo stile proto-asiatico di molti elementi archeologici precolombiani nelle due Americhe, le antichissime città della Valle dell'Indo, e i tanti misteriosi monumenti di pietra dell'oceano Indiano e del Pacifico (alcuni dei quali anche sommersi) ? Ci parlano forse di una remota civiltà comune ai tre continenti come sostengono molti studiosi ? In questo articolo viene presa in considerazione una suggestiva ipotesi incentrata sulla scomparsa civiltà Anasazi del Nord-America.
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La "bussola" al centro della Sicilia: l'ottagonale Torre di Federico ad Enna, l'archeoastronomia e l'ancestrale tradizione celtica dei megaliti. Situata su di una collinetta al centro di Enna - e dell'intera isola siciliana - a 950 m. sul livello del mare, la Torre di Federico presenta più di un aspetto misterioso. Essa non è collegata né a presunte apparizioni di fantasmi, né a dantesche vicende di belle dame malmaritate o imprigionate, né tanto meno a favole di tesori sepolti nei dintorni. Nessuno insomma dei classici ingredienti che ampliano il fascino storico-architettonico di qualunque castello europeo. Il mistero che circonda la Torre ennese è invece comune a tanti altri monumenti dell'età antica e della preistoria perfettamente orientati con i punti cardinali geografici e con le principali ricorrenze astronomiche stagionali, i solstizi e gli equinozi: è come una monumentale “rosa dei venti”, una bussola al centro della Sicilia.
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Città, pescatori, contadini e mercanti nel Mediterraneo dell'età della pietra e dell'innalzamento dei mari (8000 - 5000 a. C.). Contemporaneamente al lento scioglimento dei ghiacci alla fine dell'Era Glaciale, in un arco di tempo compreso tra l'8000 ed il 5000 a. C., in un Mar Mediterraneo che si andava allagando sempre più in seguito all'innalzamento del livello del mare, sorsero città e società più o meno raffinate e complesse sia di cacciatori-agricoltori che di agricoltori-pescatori sulle coste minacciate dalle onde. Tra cittadini sedentari e agricoltori itineranti come i primi mercanti di sale e ossidiana, quale ruolo ebbero regolari inondazioni ed imprevedibili catastrofi, come l'immane tsunami scatenato dall'Etna intorno al 6000 a. C., nella migrazione di popoli che diffusero agricoltura e ceramica non solo in Europa ed in tutto il Mediterraneo, ma persino in Cina e fra i Boscimani del SudAfrica ?
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La sorte dell'antica città sommersa di Atlit-Yam: tsunami scatenato dall'Etna o semplice innalzamento del mare ? Alla fine del 2007 gli scopritori dell'antico tsunami scatenato dall'Etna in tutto il Mediterraneo all'incirca 8000 anni fa (Maria Teresa Pareschi, Enzo Boschi e Massimiliano Favalli, dell'INGV di Pisa), suggerirono che l'antica cittadina sommersa di Atlit-Yam al largo della costa israeliana fosse stata devastata da quella catastrofe. Ma qualche mese dopo il direttore dell'Israel Antiquities Autority, Dr. Ehud Galili insieme ad altri colleghi pubblicarono un documento ufficiale in cui contestarono punto per punto la tesi dei ricercatori pisani e le loro motivazioni. Chi fra loro ha ragione ?
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L'aquila e la tiara: dalla laicizzazione del potere al sogno universalista di Federico II di Svevia.Lo scontro politico e soprattutto ideologico tra la Chiesa e l'Impero – vero significato di tutta l'età medievale - promuove l'elaborazione di una mentalità politica sempre più laica, all'interno della quale i sovrani e gli altri uomini di governo perdono quel carisma di sacralità religiosa propria delle civiltà antiche, riducendosi a semplici amministratori di uomini e nazioni, e sottoposti anch'essi ad un'etica morale e al giudizio esterno (del popolo, del clero e di Dio). Ciò causa inoltre anche la riduzione della figura imperiale da “universale” a semplice sovrano della Germania, e la legittimazione degli Stati nazionali europei. L'opera di lenta “demolizione” del tradizionale valore e prestigio dell'impero da parte della Chiesa medievale, sia dal punto di vista ideologico che politico finisce nei fatti per generare l'Europa delle nazioni e delle città, insieme alle sue forze mercantili ed imprenditoriali: in seno al terzo ordine, o stato, emerge sempre più la classe borghese, che dall'allontanamento del pericolo di un impero politicamente, militarmente e fiscalmente forte ha tutto da guadagnare – e da reinvestire – secondo una dinamica socio-economica praticamente ignota a qualsiasi altra civiltà passata e contemporanea a quella dell'Europa medievale.
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Il contributo della numismatica alla storia. Tramite lo studio delle monete antiche gli studiosi possono desumere importanti informazioni sulla vita socioeconomica del passato,
quali l'intensità e l'estensione dell'attività commerciale, lo stato della situazione finanziaria, il livello di diffusione degli scambi in moneta rispetto al baratto, ed altro ancora. Per quanto riguarda la Sicilia, uno dei maggiori esperti di numismatica medievale e moderna, Rodolfo Spahr, ci ha lasciato studi di fondamentale importanza, che tuttavia - tramite i rinvenimenti avvenuti dopo di lui - possono ancora essere suscettibili di correzioni e aggiornamenti.
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L'epigrafia quale contributo alla storia antica. In questo articolo del Prof. Giacomo Manganaro l'importanza degli studi epigrafici nella ricerca storica e archeologica viene dimostrata con un caso esemplare: la scoperta di una scuola medica di lunga tradizione nell'antica Sicilia greco-romana - tra il V secolo a. C. ed il IV d. C. - tramite l'analisi delle iscrizioni greche e latine scoperte nelle campagne siciliane: stele funerarie, cippi votivi, ecc. da cui emergono i nomi dei medici di quei tempi così lontani, alcuni dei quali come il catanese Philonides ed i suoi allievi riuscirono a farsi apprezzare anche dall'imperatore Tiberio.
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"L'ira del dio del mare": lo tsunami provocato dall'Etna 8000 anni fa e la città sommersa di Atlit-Yam.
Come accertato dalle ricerche effettuate dall'INGV di Pisa, intorno al 6000 a. C. il fianco orientale dell'Etna crollò in mare e provocò uno tsunami così potente da devastare non solo la Sicilia e l'Italia Meridionale ma tutto il Mediterraneo Orientale. Secondo quanto ritengono gli studiosi, esso fu anche responsabile dell'abbandono dei primi insediamenti urbani sulle coste mediorientali, tra cui la città di Atlit-Yam, nel nord di Israele, le cui rovine sommerse giacciono ad alcune centinaia di metri dalla costa. Ma secondo quanto stanno appurando geofisici e vulcanologi, la catastrofe etnea di 8000 anni fa potrebbe ripetersi di nuovo (speriamo in un futuro lontano), come indicato dal lento "slittamento" verso il Mar Jonio della parete est del vulcano, sotto la spinta della Faglia Pernicana.
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"Con gli occhi rivolti al cielo": la città sommersa di Atlit-Yam, il mistero dei megaliti europei e la nascita delle religioni celesti.
Sin dall'età medievale i megaliti preistorici che sorgono in tutta l'Europa Occidentale, tra il Portogallo e il Mare del Nord, hanno sempre destato la curiosità e gli interrogativi di tutti coloro che li hanno studiati. Negli ultimi decenni tuttavia l'archeologia con le sue ultime scoperte ha ancora di più infittito il mistero trovando megaliti analoghi a quelli Europei anche nel sud dell'Egitto, in pieno Sahara, e sui fondali antistanti la costa israeliana, nella città sommersa di Atlit-Yam. Tuttavia proprio quanto scoperto fra le rovine di quest'ultima potrebbe forse fare un pò più di luce sull'origine e la funzione dei megaliti.
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La corona al centro del mondo: Federico II di Svevia e gli orientamenti geografici di Castel del Monte. Perchè il castello più enigmatico dell'Imperatore Federico II di Svevia è esattamente sullo stesso parallelo di Istanbul-Costantinopoli ? Perchè, ancora, il suo lato sud è rivolto verso San Giovanni in Fiore, la città del mistico calabrese Gioacchino, profeta della nuova età dello Spirito Santo ? E perchè gli altri lati della pianta ottagonale sono orientati verso tutte le principali città d'Europa e del Mediterraneo ? Sulla base di un analogo castello svevo ad Enna, nel centro geografico esatto della Sicilia, la chiave per risolvere il mistero dell'enigmatico castello pugliese sta forse nella sua posizione geografica ?
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Kondrat'ev ed il mistero del ritmo trentennale: prezzi, mutui e stretta creditizia. Nella prima metà del secolo ormai trascorso, un insigne economista russo – anzi sovietico – Nicolaj Dimitrievic Kondrat'ev (nato nel 1892), analizzando una lunga serie di cifre, fece una scoperta che da quasi un secolo costituisce ancora un rompicapo non solo per gli storici dell'economia ma anche per gli analisti dell'economia presente e futura. Era egli il direttore dell'Istituto per lo Studio della Congiuntura Economica di Mosca ed analizzando l'andamento storico dei prezzi di alcuni beni notò che la loro curva oscillava con un andamento “trentennale”: a trent'anni all'incirca di prezzi bassi seguivano altri trent'anni, più o meno, di prezzi alti, per tornare nel trentennio successivo ad abbassarsi di nuovo, e così via...
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La prima (metà V sec. a. C.) e l'ultima (44 - 36 a. C.) emissione degli Hennaioi in gloria di Demetra, di Giacomo Manganaro Perrone. In questo articolo del Prof. Manganaro - già docente di Storia Greca e Numismatica all'Università di Catania - si accenna al problema che pone in Sicilia intorno alla metà del V sec. a. C. il passaggio dall’obolos di argento alla litra di argento, con valori inferiori di raccordo, al quale si è accompagnato un rincaro dei prezzi, anzitutto del grano, base della sussistenza, in corrispondenza dell’affermazione del regime “democratico” nelle poleis ormai libere. Quindi si presentano due emissioni di litra degli Hennaioi, con l’ etnico in caratteri arcaici con l’aspirazione iniziale del tipo aperto ( H ) – richiamando a confronto l’etnico inciso su un frammentario manico di Kerykeion con mezzo Chet , databile nel IV sec. a. C. – sulle quali è raffigurata Demetra, patrona di Henna, in atto di sacrificare, secondo il modello della Ninfa Himera sui noti tetradrammi imeresi, ovvero su un carro, probabilmente una biga apene. In due lunghe note, 38 e 41, si evocano i problemi relativi alle ultime emissioni in bronzo di Katane e a quelle a legenda Hispanorum.
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Le legioni romane in Yemen e la vera identità dei Re Magi evangelici. (Prima parte). Una pagina di storia antica poco conosciuta – il tentativo da parte di Ottaviano Augusto di conquistare la parte meridionale della Penisola Arabica, la cosiddetta “Arabia Felix” - potrebbe forse contribuire a far luce su alcuni episodi legati alla nascita di Gesù, tradizionalmente classificati dagli storici come leggendari. Essi potrebbero invece inserirsi all'interno di un quadro storico di conflitti e congiure ai danni del re dei Giudei Erode da parte dei Farisei e delle popolazioni arabe capeggiate dalla famosa città di Petra. Sullo sfondo, oltre che l'insofferenza del popolo giudaico, anche ingenti interessi commerciali danneggiati dalla politica romana in Oriente.
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Le legioni romane in Yemen e la vera identità dei Re Magi evangelici. (Seconda parte).Leggi l'articolo.
Il regno di Manfredi e i suoi parenti Lancia. Dopo la morte di Federico II avvenuta nel 1250, una potente famiglia di origini lombarde, i Lancia, strettamente imparentata con l'ultima moglie dell'imperatore svevo e con il suo figlio e successore, Manfredi, ebbe in mano le sorti dell'intera Sicilia. Il ramo principale di questa casata era probabilmente quello residente nel castello di Naro, cittadina ad una ventina di chilometri da Agrigento (a quei tempi "Girgenti") che fino al '500 rimase ricca e potente. Le vicende di questa città, insieme a quelle dei Lancia e di re Manfredi, vengono descritte in questo articolo da Giuseppe Burgio, narese "doc", e cofondatore di importanti associazioni culturali, quali "Naro che rinasce" e la "Libera Università della Terza Età" di Catania, il quale purtroppo ci ha lasciato poco tempo fa. Quest'articolo vuole anche essere un'occasione per ricordarlo affettuosamente.
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Tecnologie e "rinascimenti": lo storico rapporto tra mezzi di comunicazione di massa e cultura. Le nuove tecnologie - l'informatica, Internet, i nuovi strumenti multimediali - hanno già rivoluzionato oltre che la nostra vita quotidiana anche il nostro modo di produrre e consumare cultura. Sembra insomma un fenomeno analogo al Rinascimento italiano. Ma in realtà di "rinascimenti" se ne sono avuti almeno altri tre nel corso della storia umana. Sia questi che quello che stiamo vivendo ai nostri giorni sono stati il risultato di tre semplici ma fondamentali elementi: tipo di scrittura, supporti e tasso di alfabetizzazione.
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Vesuvio, Soufriere, Awu, Mayon, Tambora: i vulcani che sconfissero Napoleone.
Le ultime campagne militari di Napoleone Bonaparte, dalla disastrosa campagna di Russia del 1812
alla sconfitta di Waterloo nel 1815, vennero fortemente condizionate dalle pessime condizioni
meteorologiche. Queste tuttavia vennero precedute da eruzioni vulcaniche di notevole entità
che liberarono nell'atmosfera grandi quantità di gas e pulviscolo. Quale ruolo ebbero sulle condizioni
meteorologiche e sulle sconfitte militari di Napoleone ?
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Quando i ghiacci si sciolsero mille anni fa: le migrazioni dei Vichinghi,
la rinascita dell'anno mille in Europa, e le "città sommerse" alla luce del periodo caldo medievale.
A cavallo dell'anno mille, all'incirca tra il regno di Carlo Magno e quello di Federico II
di Svevia, l'Europa, insieme al resto del mondo, visse una fase climatica "calda", con inverni miti ed
estati bollenti, proprio come ai nostri giorni. A livello naturale gli effetti furono un arretramento
dei ghiacciai in tutto il mondo, ed una riduzione delle calotte polari. Ma quali furono gli effetti
sulle società umane e sulle loro attività, come l'agricoltura ed i commerci ?
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Una mancata rivoluzione industriale nell'antichità.
Tra il I secolo a. C.
ed I secolo d. C., cioè al tempo in cui il Mediterraneo vedeva le vicende politiche e militari
di personaggi come Cesare, Antonio, Cleopatra, ed i primi imperatori romani, le tecnologie meccaniche
e le invenzioni di geniali figure come Ctesibio ed Erone, avevano raggiunto un livello più
che sufficiente per tentare di avviare una rivoluzione industriale basata sul vapore, come poi
sarebbe avvenuto in Inghilterra a partire dal XVIII secolo. Molti storici del secolo appena trascorso
hanno cercato di spiegare, ciascuno dando risposte diverse, perchè ciò non sia avvenuto, ma senza
in realtà fornire motivazioni convincenti ed esaurienti. Questo articolo propone
una spiegazione originale anche se rigorosamente logica dal punto di vista delle leggi che regolano
l'economia (tanto al presente che nel passato), e fornisce anche un interessante confronto tra il
sistema economico (in particolare quello agricolo) del mondo romano e quello dell'Europa
nell'Età Moderna. Leggi l'articolo.
Il declino dell'Italia nel Seicento: dalle grandi piogge
al trionfo Nord-Europeo. Nell'arco di pochi decenni, dalla fine del Cinquecento all'inizio
del Seicento, l'Italia passa da potenza commerciale ed industriale quale era a partire dagli ultimi
secoli del Medioevo, a paese depresso e in declino. Questo articolo dopo aver fatto piazza pulita dei
classici luoghi comuni invocati per spiegare questa parabola discendente - il primo dei quali la
presunta responsabilità attribuita ai grandi navigatori e all'apertura delle rotte oceaniche - ne descrive
dettagliatamente le reali cause: tutto iniziò con un catastrofico mutamento climatico...
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Pueblo Bonito ed i misteri degli Anasazi: un classico esempio di archeoastronomia
e paleoclimatologia applicate all'indagine storica. Nel Sud-Ovest degli attuali Stati Uniti
si trovano le rovine di una civiltà indiana sedentaria scomparsa misteriosamente alla fine del XIII secolo.
Per cercare di far luce sui suoi tanti aspetti oscuri - che in gran parte ancora permangono - gli
studiosi americani sin dall'inizio del XX secolo si sono avvalsi dell'ausilio di nuove discipline come
l'archeoastronomia (lo studio delle conoscenze astronomiche degli antichi) e la ricostruzione del clima
del passato, o paleoclimatologia appunto, un ramo della quale, la dendrocronologia, ovvero l'analisi
cronologica degli anelli all'interno dei tronchi degli alberi, fu messa a punto nel 1929 proprio in
relazione agli studi sugli Anasazi. Leggi l'articolo.
Il bello della brutta copia: il ruolo della carta nello
sviluppo culturale italiano nel medioevo. Il XIII secolo vede in Italia la nascita
pressocchè improvvisa di una letteratura in volgare già molto matura e raffinata nella quale non
solo la poesia raggiunge livelli già eccelsi, ma anche la prosa narrativa, ed in minor misura
anche quella scientifica, si dimostrano di altissima qualità. Quali i motivi di questa spettacolare
esplosione culturale ? I classici fattori socio-economici (lo sviluppo delle città, di una
borghesia mercantile, ecc.) sembrano insufficienti a rispondere esaurientemente a questa domanda.
Così in questo articolo viene focalizzata l'attenzione su di un elemento fino ad ora troppo
trascurato, ma di fondamentale importanza: l'entrata in scena nella civiltà medievale della carta.
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Tartaglia, Galileo e la nascita "esplosiva" della scienza moderna.
Le origini della scienza moderna vengono fatte risalire a Galileo ed ai suoi
studi sul moto analizzato in senso strettamente matematico. Tuttavia anche i Greci
nell'antichità avevano studiato il movimento, ma non vi applicarono mai alcuna formula
matematica, nonostante la scienza dei numeri ed anche la fisica fossero di elevato livello.
Come mai tale scelta ? La risposta consiste nel fatto che Galileo, e prima di lui Nicolò Tartaglia,
furono indotti a studiare con precisione matematica il moto da una tecnologia che nel
Rinascimento faceva sentire pesantemente la sua presenza, ma che gli antichi Greci, per
loro fortuna, non conobbero mai. Leggi l'articolo.