L'aggiornamento di questa sezione è attualmente sospeso.
FONDAZIONE OASI CITTA' APERTA
I Meeting Nazionale
INCONTRI CON L'AUTORE
Giovedì 25 APRILE 2013 - ore 16.30
(Cittadella dell'Oasi – Troina)
serata-evento
con la presenza del Regista Sceneggiatore e Scrittore
Silvano Agosti.
Programma, Seminario e film:
ore 17.00 DALL'IMPOTENZA ALLA CREATIVITA' (Seminario di Silvano Agosti);
Ore 18.15 - spazio bar;
Ore 18.30 “UOVA DI GAROFANO” (proiezione film di Silvano Agosti).
Intervengono:
Luigi Ferlauto (Sac. Presidente e Fondatore - Oasi);
Silvio Rotondo (Sac. Sociologo);
Giuseppe Santoro (Medico);
Alberto MARCELLI (Project Manager);
Ospite speciale della serata l'attrice Annamaria Spina
(co-protagonista del recentissimo film “Baci Salati” interamente girato in Sicilia).
Per informazioni e prenotazioni:
info@oasi.en.it -
metropolitano@tiscali.it
Ingresso: euro 6 (seminario + film).
A Lecce fino al 13 aprile prosegue il Festival del Cinema Europeo. Intervista ad Antonio Catania e Rosaria Russo protagonisti de “Il pasticciere” di Luigi Sardiello
Con “Il pasticciere” dello scrittore, sceneggiatore, regista, docente e critico cinematografico Luigi Sardiello, protagonista l’eclettico e duttile attore acese Antonio Catania, ha preso il via a Lecce la XIV edizione del Festival del Cinema Europeo (8-13 aprile) diretto da Alberto La Monica e Cristina Soldano. Nel film (che esalta le qualità enogastronomiche pugliesi) - presentato come una “commedia noir” e realizzato con la collaborazione di RAI cinema, il Ministero dei Beni Culturali, dell’Apulia Film Commission e della Regione Basilicata - anche la moglie dell’attore, la siciliana Rosaria Russo. Tra i maggiori fenomeni attoriali cinematografici degli ultimi anni, anche per l’impegno costante in un rilevantissimo numero dei film interpretati, Antonio Catania è uno degli attori di cui il cinema italiano più si è servito (e tuttora si avvale) dalla fine degli anni ’80 ad oggi, soprattutto nel genere della commedia. Abbiamo raggiunto Catania, in questi giorni a Palermo, per chiedergli in anteprima qualcosa su quest’ultima opera e alla moglie Rosaria come vive il set insieme al noto e stimato consorte. Antonio, tu hai lavorato moltissimo in film corali e spesso sei stato diretto da nomi di spicco del cinema italiano (Salvatores, Scola, Piccioni, Mazzacurati, Zaccaro, Ferrario, Risi…), ma altrettanto sovente hai interpretato film di registi esordienti. Quindi anche stavolta ti ritrovi accanto un regista non proprio conosciutissimo. Vuol dire che i giovani talenti hanno per te un’attenzione particolare o è solo un caso?
“Luigi Sardiello è un bravissimo sceneggiatore, io l'ho conosciuto durante il suo primo film "Il piede di Dio" dove mia moglie era protagonista insieme a Solfrizzi, io ho fatto un piccolo cammeo. Credo che un regista cerchi i suoi interpreti tra quelli che reputa più adatti, fino a quando non dovrà subire le scelte dei produttori”. Ci racconti di questo “Pasticciere”? Perché è definito una “commedia noir”? Si ride, ma anche cos’altro…?
“E' un noir che a tratti mostra una leggerezza quasi comica ma il suo aspetto principale è poetico, nello sviluppo di una serie di eventi criminosi per raggiungere un fine. Il Pasticciere è un uomo mite, ha vissuto sempre all'interno del laboratorio, conosce solo le dosi, le misure, la pulizia, la logica inattaccabile delle ricette, e usa queste sue esperienze quando si trova in difficoltà”. Nel film hai a fianco, come coprotagonista, Rosaria Russo, tua moglie nella vita. Ovviamente non è il primo caso di coppie sposate che s’incontrano anche sul set. Questo non t’imbarazza un po’?
“Lavorare con una persona con cui dividi la tua vita non è facile! Ci conosciamo troppo, ci vuole sempre un pò di mistero, di sorpresa. Quando c'è troppa confidenza si perdono anche i confini dei ruoli”. E tu, Rosaria, non sei un po’ intimorita dalla presenza d’un marito così affermato e stimato? Lui non s’atteggia mai a “maestro”, oppure al contrario è paziente e prodigo di consigli o ancora… tace?
“Rispondo alle tue domande sicuramente non facili... Intimorita dalla presenza di un marito cosi affermato sicuramente no, perché noi c'eravamo già conosciuti 10 anni fa sul set del “Giudice Mastrangelo”, in cui lui affiancava Abatantuono ed io ero al mio primo ruolo da protagonista di puntata, dove ricordo ero più intimorita dal regista che mi aveva affidato una così grossa responsabilità. Non avevo fatto neanche caso agli attori così importanti che avevo vicino...proprio perché mi tremavano le gambe. Adesso provo emozione forte quando ho la possibilità' di lavorare con attori così bravi e con dei personaggi cosi belli. Riguardo al'atteggiarsi da maestro non è il tipo, perché è un attore che rispetta molto le scene e gli spazi interpretativi degli altri. Certo ci conosciamo nella vita quindi sicuramente sulla scena potrebbe essere tutto più difficile, ma in realtà il fatto che con questo regista abbia debuttato io tanti anni fa nel “Piede di dio” ha fatto si che io - fidandomi ciecamente di Sardiello - sono stata totalmente diretta artisticamente da Luigi senza condizionamenti esterni. Tra me e Luigi si crea sempre una magia strana. Comunichiamo senza parlare, io diciamo che dallo sguardo capisco già cosa vuole. La cosa strana è che, sia nel primo che nel secondo film, quando lui inizia le riprese mi chiede sempre di non provare le scene con l'attore con cui devo recitare, evidentemente per creare quel mistero quel'incertezza che ti regala il cinema. Quando è tutto troppo scontato o chiaro è già li che è finito il grande mistero del cinema. Adesso mi ha proposto il suo terzo film, ma non svelo niente! Incrociano le dita”.
Iniziato ieri anche il concorso (10 film in competizione) con il drammatico film russo “Living” di Dalibor Matanic, seguito dal polacco “Loving” di Slawomir Fabicki e ancora in serata “Silent ones” di Ricky Rijneke e il greco “11 meeting with my father” di Nikos Cornilios. Presentato anche il medio metraggio “Vive le rock” di Alessandro Valenti, produttore (tra gli altri) il regista-sceneggiatore pugliese Edoardo Winspeare che ha annunciato l’inizio per il 29 aprile del suo prossimo film. Sempre nella giornata di ieri proiezione del film “Il giorno che verrà” di Simone Salvemini. Tra gli altri appuntamenti di giorno 9 gli omaggi a Francesca Neri, la retrospettiva dedicata al regista filandese Aki Kaurismaki e a Fernando Di Leo, il regista-scenneggiatore-soggettista scomparso dieci anni fa, che proseguiranno anche oggi insieme alle proiezioni degli altri film in concorso.
Franco La Magna.
IL POLACCO “LOVING” VINCE L’ULIVO D’ORO ALLA XIV EDIZIONE DEL FESTIVAL DEL CINEMA EUROPEO DI LECCE
Storia d’ordinaria fragilità e inconsistenza dei sentimenti, quantunque dalla chiusa (dopo un tortuoso percorso d’incomprensione e distacco) segnata da una vera e propria resurrezione. La vita di una giovane coppia giunta al culmine della felicità coniugale - entrambi affermati nel lavoro, lei ora in attesa d’un bimbo voluto - viene sconvolta da un avvenimento traumatico: lo stupro della donna da parte del sindaco della città, di lei innamorato ma sempre respinto, che rimette in gioco il rapporto tra i due coniugi. Questo in nuce il tema del polacco “Loving” (2012) di Slawomir Fabicki proclamato vincitore del Premio “Ulivo d’Oro”, il massimo riconoscimento annualmente assegnato al Festival del Cinema Europeo, giunto alla XIV edizione e svoltosi quest’anno dall’8 al 13 aprile, more solito presso il Cinema Multisala “Massimo”, alla presenza d’un pubblico ogni anno crescente, critici, giornalisti cinematografici e ospiti d’eccezione, che conferma la validità della formula ideata dai due direttori, Alberto La Monica e Cristina Soldano. Una selezione di dieci film, provenienti da vari paesi europei e proposti in lingua originale con sottotitoli, spesso molto rigorosa e comunque contrassegnata dall’alta qualità della scelta.
Il giovane Claudio Giovannesi incassa il Premio “Mario Verdone” - giunto alla quarta edizione e consegnato dai figli Carlo e Luca e dal nipote Brando De Sica - per il film “Alì ha gli occhi azzurri” che batte gli altri due finalisti “Cosimo e Nicole” di Francesco Amato e “Come non detto” di Ivan Silvestrini. Nella terna dei registi in gara scelti dal comitato di selezione composto da Laura Delli Colli, Marcello Foti e Alberto La Monica, “Premio SNCGI” al miglior attore europeo a Wolfram Koch interprete del tedesco “Our little differences” di Sylvie Michel. “Puglia Show”, il concorso nato per premiare un giovane regista pugliese, ha visto prevalere Vito Palmieri con il cortometraggio “Matilde”. La giuria composta da Ugo Lo Pinto, Cosimo Damiano D’Amato e Piero Marsili Libelli, gli ha assegnato il Premio CNC , il Premio “Augustus Color” e per la prima volta anche un Premio in denaro di 1.000 euro, offerto dalla Contessa Maria Josè Petruzzi di Pietroforte. Menzione speciale della giuria per “Rumore bianco” di Alessandro Porzio. Durante i sei giorni, la manifestazione salentina ha presentato circa 150 film all’interno delle numerose sezioni. Protagonisti di quest’anno il regista finlandese Aki Kaurismaki e Francesca Neri. A entrambi sono state dedicate una Mostra fotografica e la retrospettiva di film realizzati in collaborazione con il Centro Sperimentale di Cinematografia.
Questi gli altri premi ai film europei in lingua originale (selezionati da Cristina Soldano) assegnati dalla Giuria Internazionale - composta da Grazia Volpi (produttrice), Maya Sansa (attrice), Claudia Landsberger (Direttrice di EYE International-Film Institute Netherlands), Andriy Khalpakhchi (Direttore Molodist Film Festival-Kiev), Leon Lucev (attore): Migliore Fotografia a “Silent Ones” di Ricky Rijneke (Olanda/Ungheria 2013); Migliore Sceneggiatura a “Three Worlds” di Catherine Corsini (Francia, 2012); Premio Speciale della Giuria a “The almost man” di Martin Lund (Norvegia, 2012); Premio di 5.000euro a SHIPS di Elif Refig (Turchia, 2012); Premio Officine Lab al Miglior Attore non protagonista a Roland Rába per “Silent one” di Ricky Rijneke (Olanda/Ungheria 2013). Il “Premio Cineuropa” assegnato dalla giuria composta da Luciana Castellina (Presidente Onoraria Cineuropa), Amra Baksic Camo (Direttrice Cinelink, Sarajevo Film Festival) e Guillaume Calop (General manager Les Arc Film Festival), va a “The dead and the living” di Barbara Albert (Austria, 2012), mentre il Premio FIPRESCI assegnato da una giuria internazionale di critici cinematografici (Karin Svensson, Marie-Pauline Mollaret, Ignazio Senatore), è stato assegnato a “Ships” di Elif Refig (Turchia, 2012).
Proiettato anche il bel docu-fiction “Diciannove e settantadue” (2012) di Sergio Basso, che ricostruisce la strepitosa carriera di Pietro Mennea, con spezzoni di repertorio e varie interviste tra gli altri anche allo stesso straordinario Mennea, l’uomo “più veloce del mondo” che stabilì il record del mondo nei 200 metri nel 1979 e conquistò l’oro a Mosca nel 1980, purtroppo scomparso recentemente. Da ricordare infine la retrospettiva dedicata al regista-sceneggiatore e soggettista Fernando Di Leo e l’ incontro a lui dedicato a cui ha preso parte l’attrice Barbara Bouchet, la “finestra” sul cinema israeliano (10 film). Il Festival è stato aperto dal film “Il pasticciere” (2013) di Luigi Sardiello, interpretato da Antonio Catania e Rosaria Russo, vincitore del “Premio Cinebro”. Infine, la giuria composta dal direttivo del CNC, dal Festival e dalla Famiglia Greco ha assegnato il premio “Emidio Greco” - istituito per ricordare il regista recentemente scomparso, assiduo collaboratore del Festival - a “Tiger Boy”di Gabriele Mainetti.
Franco La Magna.
Un sogno chiamato Artea
L’amore per il bello, capire cosa ci sta dietro, la voglia di essere curiosi e laboriosi. Tutto questo muove Artea.
Artea che nasce da un chiacchericcio nei pressi del mare di Aci Castello, quando ancora erano soltanto due ore di corso di pittura tenuto, per diletto, da Angela Cacciola, pittrice. Davanti a cavalletti di fortuna e immagini timide che facevano capolino da un pennello.
E c’era chi arrivava con tutto quello che si poteva acquistare in cartoleria e chi voleva dipingere tutto quello che vedeva per strada. E chi soltanto usava quelle due ore come terapia.
Adesso Artea, seppur giovane, ospita una sorta di officina della creatività a largo raggio.
Dai bimbi che trovano il loro mondo a colori, ai grandi, che in effetti, se ci pensate, fanno lo stesso.
I nostri di Artea, che si sono moltiplicati nel giro di pochi mesi, collaborano per dare vita ai tanti corsi e seminari.
“Diamo vita alle vostre idee”, recitava uno spot, noi ci crediamo sul serio.
Dal corso di canto moderno, alla scrittura creativa, oltre che, ovviamente la pittura, il restauro pittorico e molte altre attività che troverete ampiamente descritte sul sito.
Qui si impara a fare persino le torte Americane: seminari di decorazione in pasta di zucchero, splendide favole costruite attorno ad una palla di pan di spagna.
Artea offre la possibilità, a chi lo desidera, di condividere il suo sapere con chi è alla ricerca di strumenti per esprimersi.
E chi cerca lo strumento e non lo trova è incoraggiato a suggerire nuovi modi.
Da Artea si crea, non importa l’ età, non importa l’indirizzo culturale da cui si giunge qui, non importa se non si è professionisti.
Si può sempre divenirlo.
Ci piace deliziarci delle performances di gente di teatro, di musica, di letteratura, di gente che riesce ad emozionare perché per prima essa si emoziona.
E ci piace condividerlo con chi accetta l’invito.
Artea vuole essere un luogo di scambio costruttivo, di crescita, di stimolo e progetti sempre nuovi, quelli timidi e pure quelli ambiziosi.
Astronomia, geometria sacra e misteri tra le sue pietre,
di Angela Militi
Randazzo è un antico borgo medievale ai piedi dell'Etna dove ancora si respira l'aria di un passato lontano, ricco e nobile di quella che fu una delle più importanti città della Sicilia durante il Medioevo.
In quest'opera il lettore percorrerà un viaggio che lo porterà tra i vicoli di questo sperduto borgo del Sud, scrigno di storia e leggende.Con loscorrere delle pagine, scoprirà come astronomia, geometria, matematica, e perfezione delle forme sono in ogni linea architettonica di questa città; passo dopo passo si addentrerà, in una Randazzo "misteriosa" fatta di simboli e codici da decifrare svelando gli enigmatici segreti che furono sapientemente celati tra le sue pietre.
Angela Militi, nata a Randazzo nel 1976, da sempre appassionata di astronomia, vive a Venezia. Si dedica allo studio della storia medievale, della simbologia ermetica, dell'archeoastronomia e svolge ricerche sulla sua città natale. È autrice del saggio L'epigrafe della Basilica Minore di Santa Maria in Randazzo (Venezia, 2010). Attualmente è impegnata nello studio archeoastronomico delle chiese altomedievali di Randazzo.
Da Cavallotto, l'ultimo lavoro editoriale
CATANIA E I SUOI PAESI
Un ritratto di Catania, tracciato dall’obiettivo perspicace di Melo Minnella e dalla penna appuntita di Enzo Russo, che coglie insieme la bellezza e l'anima della città e della sua provincia, descrivendo in modo originale ciò che è ben visibile e guidando alla scoperta di cose meno conosciute: luoghi, personaggi, aneddoti. Un'edizione di gran pregio dedicata alla storia e alle bellezze della città siciliana.
È anche attraverso i libri che il patrimonio storico e umano di una città viene valorizzato e conservato.
OPERAZIONE HUSKY. STORIA E CRONACA DELLO SBARCO IN SICILIA
di Giambattista Condorelli Bonanno Editore
Questo scritto, più che un saggio, vuole essere uno strumento di agile lettura e consultazione per chi desidera conoscere in maniera sintetica le vicende vissute in quei mesi e come queste si collocarono nel più ampio panorama del Secondo Conflitto Mondiale. Raramente esprime opinioni, ma si limita a descrivere luoghi ed eventi. Ai più giovani servirà a capire il senso degli unici, apparentemente curiosi, ricordi visivi che rimangono nel territorio dell'isola: i tanti fortini, spesso sormontati da ciuffi di vegetazione, che ancora punteggiano i modesti rilievi delle campagne, i pochi cippi in memoria di uomini e reparti militari e i quattro tristissimi cimiteri di guerra.
LETTERATURA SICILIANA E CINEMA Un ricco saggio di Franco La Magna
Il titolo del libro è “Lo schermo trema”, parafrasi del film di Visconti “La terra trema” e si intuisce subito che la materia riguarda la Sicilia. Ma a renderne palese il contenuto è il sottotitolo “Letteratura siciliana e cinema”, che stimola curiosità ed interesse sul privilegiato e storico rapporto che gli scrittori dell’isola hanno avuto con la produzione cinematografica sin dai tempi del “muto”. L’autore del saggio è Franco La Magna, che già dalle prime pagine mostra un autentico rigore scientifico, da studioso attento e appassionato che partendo dalla Sicilia si spinge a rivisitare tutte le possibili esperienze (nazionali e non solo) del cinema legato alla cultura siciliana. Un libro non di mere curiosità.
Sarebbe molto riduttivo se ci limitassimo a ricordare con l’autore i nomi risaputi degli scrittori siciliani assunti dal cinema, Martoglio, Verga, Capuana, Pirandello, di Rosso di San Secondo, fino a Brancati, a Ercole Patti, Sciascia. Qui, nel saggio di La Magna, tutto ha una dimensione particolare, va oltre al criterio dell’informazione ed assume uno specifico valore di approfondimento a largo raggio, riscattando dall’oblio tutta la ricchezza del materiale umano che la Sicilia fornì al cinema : non soltanto gli scrittori, non soltanto attori di grande fama (Musco, Grasso, Abruzzo, Pandolfini, Spadaro, la Balistreri, la Anselmi, i Campagna, i Ferro e così via) ma una nutrita serie di interpreti indispensabili per i progetti e che giustamente La Magna riabilita con apprezzabile impegno professionale: un nome per tutti, quello della Pina Menichelli che del cinema muto fu regina assoluta.
Procedendo su questa linea di ricerca, La Magna estende il suo studio alle fonti finanziarie che resero possibile la realizzazione dei film, alle case di produzione che non si limitarono ad essere soltanto quelle di casa, come la “Katana Film”, ma anche ( e soprattutto) di provenienza nazionale se la “Tespi Film” di Roma, la “Itala film” di Torino e così via produssero film siciliani presentando il prodotto come “film italiano.”Ma non è questo, o solamente questo. Il testo di La Magna, per convergenze, richiami e rimandi vari, intesse una ricchissima trama, un intreccio totalizzante dell’intera avventura del cinema italiano dagli inizi del 1900 ad oggi, per cui il ruolo della Sicilia appare in definitiva come spunto, pretesto, per un discorso assai più ampio, non riducibile alla parzialità che lo stesso titolo indica. E’ questa una ragione per cui “Lo schermo trema” dovrebbe entrare di diritto nel patrimonio nazionale della storia del cinema.
La Magna scandaglia nell’inesplorato, fruga nel silenzio delle cineteche, consulta testi e corrispondenze, articoli di giornali e interventi della critica, dà vita a personaggi sconosciuti, proietta novità, consegnando in un’antologia piuttosto enciclopedica una sintesi di 280 pagine che, proprio perché così intensa, avrebbe avuto bisogno di un indice più sistematico riguardo lo sviluppo della materia. Ma l’autore dà l’impressione di avere riversato tutto con l’impeto di un vulcano e sta al lettore di sapere apprezzare, fra tanto cinema e tanta letteratura, la ricchezza di un’opera che colma tanti vuoti nel repertorio della letteratura del cinema.
Nuovo articolo. "ALLA RICERCA DELLA TERRA PROMESSA", di Franco La Magna. Dolorosa costante della storia d’Italia contemporanea, l’emigrazione non costituisce apparentemente una delle tematiche più frequentate dalla produzione cinematografica nazionale. Non raramente sottrattosi alle scottanti problematiche ad essa intimamente collegate, non altrettanto distrattamente il cinema italiano ha però limitato l’interesse alla figura dell’emigrato, mostrandolo spesso “arrivato”, “realizzato”, addirittura oggetto d’invidia e d’emulazione, a conferma delle “italiche capacità” molto celebrate durante il fascismo ma niente affatto trascurate anche in epoca repubblicana. Leggi l'articolo.
Nuovo articolo. LUIGI PRESTINENZA, UN “MARZIANO” TRA NOI, di Giuseppe Sperlinga. In quest'articolo il Prof. Sperlinga ricorda Luigi Prestinenza, giornalista e astronomo per passione, recentemente scomparso. Apprezzato e stimato non solo a Catania ma in tutta Italia anche dai maggiori scienziati - tra cui Margherita Hack - si prodigò per diffondere l'amore per l'astronomia fra i giovani. Una figura che certamente mancherà nel panorama culturale catanese, e non solo.Leggi l'articolo.
Nuovo articolo. E’ TORNATO A SPLENDERE E A FUNZIONARE L’OTTOCENTESCO OROLOGIO SOLARE DEL SACERDOTE SALVATORE FRANCO, di Giuseppe Sperlinga. Dopo 82 anni di colpevole abbandono, con i frammenti marmorei dimenticati in un angolo del cortile, è tornato a splendere e a funzionare, su una parete della corte del Palazzo Arcivescovile di Catania, un gioiello della gnomonica ottocentesca: il restaurato orologio solare di Salvatore Franco, il sacerdote-scienziato nativo di Biancavilla (nacque nel 1868 e morì a Trieste nel 1934) autore tra l’altro del “Calendario Perpetuo Meccanico”, un ingegnoso strumento premiato con la medaglia d’oro all’Esposizione Universale di Parigi del 1900 (oggi è esposto al Museo Diocesano di piazza Duomo). A inaugurarlo, dopo mesi di paziente e certosina opera di ricostruzione e restauro conservativo, sotto l’attenta supervisione del geometra Michele Trobia, esperto di Gnomonica e progettista di meridiane e orologi solari, è stato l’arcivescovo metropolita mons. Salvatore Gristina, davanti a un folto e qualificato pubblico di studiosi, astronomi e cultori di Gnomonica, semplici cittadini.Leggi l'articolo.
Nuovo articolo. GENESI E MORTE DI "GIOVANE CRITICA", di Franco La Magna. A quarant’anni esatti dalla cessazione delle pubblicazioni (Roma, 1971) il periodico “Giovane Critica” (primo numero dicembre-gennaio 1963-64) resta l’unica rivista cinematografica catanese che abbia avuto risonanza nazionale, nonché il solo fenomeno autoctono degno di rilievo sul piano dell’elaborazione teorica della nuova sinistra meridionale. Gli sporadici tentativi precedenti, lungo tutta la fase del cinema sonoro (“Notiziario Cinematografico”, “GUF”, “Anna Film”, “Rassegna d’Arte Cinematografica”, ecc…) assegnano, infatti, a “Giovane Critica” una collocazione e un ruolo assolutamente primario nell’asfittico panorama editoriale cittadino e di non trascurabile importanza anche nel resto del paese. Leggi l'articolo.
Nuovo articolo. I SACRIFICI UMANI NELL'ANTICO EGITTO E IL MISTERO DELLA SFINGE Questo articolo è un estratto del mio recente libro "Le civiltà stellari". Esso fa parte di un lungo capitolo dedicato all'antico Egitto specialmente nel periodo antecedente l'età faraonica (ovvero prima del 3000 a. C.), un lungo periodo di tremila anni ricco di città, monumenti, arte e sofisticate conoscenze astronomiche, che con un termine molto triste e infelice gli egittologi di oggi definiscono "preistorico".
L'intero volume rappresenta un viaggio attraverso i misteri, soprattutto astronomici, delle civiltà antiche, alla ricerca di nuove risposte: il significato dei templi solari neolitici dalla Bulgaria al Nord-Europa, delle lunghe file di menhir sulle rive dell'Atlantico, dei simboli della Spirale e del Labirinto, oltre che delle Zigurrath mesopotamiche e degli enigmatici monumenti egizi, la Sfinge e le Piramidi. Anche i più insignificanti elementi paleoclimatici, archeologici e testuali, come ad es. il racconto di Diodoro Siculo sui Samotraci scampati al Diluvio, possono così costituire importanti tessere per ricostruire il paesaggio e la geografia del passato più remoto: i drammatici mutamenti del clima e le tremende catastrofi naturali responsabili della fine (o della nascita) di fiorenti civiltà, la stretta correlazione con l'osservazione degli astri e la nascita di miti e culti astronomici e stellari. Quello che ne risulta è soprattutto una visione completamente differente del livello culturale delle popolazioni antiche, anche di quelle senza scrittura, le cui conoscenze astronomiche erano molto più avanzate di quanto si pensasse fino a non molti anni fa, come ha dimostrato (e continua a dimostrare) l'archeoastronomia. Leggi l'articolo.
Nuovo articolo. GIANNI GRIMALDI UN AUTORE CATANESE “EFFERVESCENTE”, di Franco La Magna. Giornalista, redattore, direttore di fogli umoristici, scrittore, soggettista, sceneggiatore, popolarissimo regista cinematografico, autore di commedie musicali di larghissimo successo. Del fecondissimo Gianni Grimaldi (Catania 1917-Roma 2001) - di cui ricorre il decennale della morte - resta una sterminata produzione, conferma d’un’inesauribile effervescenza creativa (per quanto spesso semplicistica e superficiale), eclettismo e facilità di scrittura difficilmente replicabili. Leggi l'articolo.
Nuovo articolo. ORESTE BILANCIA, SINGOLARE FENOMENO DEL CINEMA MUTO, di Franco La Magna. Con i suoi oltre cento film interpretati a partire dal 1914 e fino al 1944, meno di un anno prima della morte prematura, il catanese Oreste Bilancia è in assoluto l’attore siciliano più presente nel cinema nazionale ed europeo. «… La sua fama di attore e la sua “comunicativa” durarono a lungo e costituirono uno dei fenomeni più singolari del cinema italiano del “muto” e del primo “sonoro” » (cfr. “Filmlexicon degli autori e delle opere”, B&N, Roma, 1958), fama oggi purtroppo sprofondata nel più nero oblìo, del tutto rimossa perfino nella città che gli ha dato i natali. Destino, purtroppo, comune a molti artisti. Leggi l'articolo.
UN CATANESE ALLA CORTE DI HITCHCOCK, di Franco La Magna. Gaetano Ventimiglia, pittore, giornalista, fotografo, operatore, inventore e infine docente del C.S.C. Allievo di talento dell’Accademia di Belle Arti di Roma, pittore, poi negli Stati Uniti giornalista e fotografo per il New York Times e l’American Press Association; operatore della “Jonio Film” (1914), della “Katana Film” (1915-16), della “Filmgraf” (1919) e della “Fert” di Torino (1921-22). Collaboratore del mitico documentarista del muto Giovanni Vitrotti (1921-22), inventore di un otturatore (1921), negli anni ‘20 lavora in mezza Europa (Francia, Inghilterra, Germania) e con il grande Alfred Hitchcock del periodo inglese (1925-26). Assunto dalla “Cines” di Stefano Pittaluga come direttore tecnico (1930), alla metà di quel decennio si ritrova docente di Tecnica della ripresa nel neonato Centro Sperimentale di Cinematografia di Roma, dove finalmente riesce a realizzare il suo grande sogno: l’invenzione di una cinepresa “italiana”. Leggi l'articolo.
ESSERE, COMUNICAZIONE, LINGUAGGIO La “Teoria dell'Informazione” di Claude Shannon - una formulazione matematica che definisce scientificamente le condizioni e la dinamica di ogni comunicazione, fisica, biologica e umana - può confermare anche a livello filosofico quanto suggerito dall'epoca attuale, ovvero che ogni cosa che esiste si dimostra in qualche maniera "comunicazione": anzi, non potrebbe esistere senza comunicare, ovvero senza condizionare in qualche modo quanto gli è intorno, anche senza volerlo. Tutto quanto si deduce da questa premessa ontologica - ovvero l'Essere = Comunicazione - può gettare piena luce sia sul comportamento umano individuale e di gruppo, sia sugli altri tradizionali problemi filosofici, quali ad es. l'Etica, l'Estetica, ecc. Anche la Filosofia della Storia, infine, può essere considerata sotto un'ottica diversa, come suggerito ad es. da Pier Luigi Fagan e dalla recente scoperta in Turchia di uno dei più antichi monumenti costruiti dall'uomo, risalente al 10.000 a. C. Leggi l'articolo. (For the English version click here)
LA CRISI DEL MOVIMENTO FILOSOFICO SCETTICO POST-MODERNO SOTTO L'EFFETTO DELLA NUOVA GRANDE FILOSOFIA: INTERNET. La navigazione sulla rete in questi ultimi anni è diventata sempre più una vera filosofia di vita, i cui elementi essenziali - l'interattività, la condivisione delle risorse, la solidarietà, la capacità di fornire aiuto e risposte - sono diffusi ed accettati praticamente da ogni internauta di qualsiasi nazionalità, e sembrano spesso adombrare anche la volontà di ricostruire il mondo reale sul modello di quello virtuale. Tutto ciò contrasta con le affermazioni del movimento filosofico post-moderno - inaugurato dal francese Lyotard alla fine degli anni settanta - che rileva (in maniera a suo dire definitiva nella storia del pensiero) il venir meno delle grandi filosofie dell'epoca moderna e contemporanea - l'Illuminismo, l'Idealismo, ecc. - ed invita ad aderire a valori ed orientamenti di tipo non più universali bensì di tipo pratico e contingente. In realtà Internet si è dimostrato (e si dimostra tuttora) sia l'apice del pensiero post-moderno (nel senso del pluralismo), sia la sua negazione ed il suo superamento, verso appunto una nuova grande filosofia. Leggi l'articolo.
ROBOT, PRODUTTIVITA' E RECESSIONE. Secondo alcuni esperti come Pierre Larratourou l'attuale crisi economica sarebbe dovuta ad un esponenziale aumento della produttività industriale avvenuta in questi ultimi cinquant'anni, a motivo dell'installazione di robot e sofisticati software nelle fabbriche di mezzo mondo (specie quello occidentale). La disoccupazione, l'impoverimento dei ceti operai, la crisi dei consumi e la recessione sarebbero allora gli effetti a catena della "rivoluzione informatica" anche nell'industria. Il passato ci offre d'altronde diversi altri esempi di forte discrasia tra iperproduttività dei macchinari e crisi della domanda. Se le cose stanno realmente così allora a soffrirne sempre più saranno anche gli stessi imprenditori. Leggi l'articolo.
LE METAFISICHE DELLA LIBERTA' ECONOMICA IN OCCIDENTE: DAL PENSIERO MEDIOEVALE AL LIBERISMO MODERNO Nel Basso Medioevo l'entrata in scena della molto più economica carta favorì anche lo sviluppo delle Università insieme alla graduale alfabetizzazione e laicizzazione della cultura. Questi fattori erosero il monopolio culturale della Chiesa, messa in crisi anche dalle conseguenze dirette dell'invenzione della stampa, ovvero l'Umanesimo ed il Protestantesimo. Nei paesi latini la Chiesa rinascimentale mise in campo dannose soluzioni per riprendere il controllo culturale ovvero i roghi di libri ed intellettuali scomodi e la subordinazione alla nuova potenza spagnola, che portarono allora anche al declino commerciale ed industriale dell'Italia. Nei paesi cattolici e “barocchi” infatti una società immobile e cristallizzata finì per dirottare le proprie risorse dal commercio e dall'industria al finanziamento delle guerre degli Asburgo. Mentre all'opposto l'Europa del Nord trasse vantaggio da un clima intellettuale più libero, dove la stampa faceva circolare ed al contempo alimentava presso le classi mercantili ed imprenditoriali, rappresentate nei Parlamenti, l'esigenza di un ruolo politico più importante nella direzione della società e dell'economia. Il risultato fu ovviamente il successo economico ed industriale dei paesi del Nord, e soprattutto dell'Inghilterra. Leggi l'articolo.
CENTO ANNI FA NELLE SALE I PRIMI DUE FILM “BELLINIANI”, di Franco La Magna. Con i primi due film muti dedicati all'opera lirica "Norma", inizia ufficialmente nel 1911 l'ingresso di Vincenzo Bellini e delle sue opere nella storia del cinema. In questo articolo Franco La Magna, critico e storico del cinema siciliano, fornisce oltre ai dati storici, anche i giudizi critici e le motivazioni ideologico-culturali della trasposizione su celluloide del celebre capolavoro del compositore catanese. Leggi l'articolo.
UN AMORE SELVAGGIO, di Franco La Magna. Un film del 1912, scovato in Olanda già proiettato a Bologna e tra qualche giorno alle “Giornate del Cinema Muto” di Pordenone, è la prima opera ritrovata interpretata da Giovanni Grasso e segna (fino a prova contraria) anche l’incipit cinematografico nazionale del grande attore catanese (che aveva già girato due film in Argentina), per anni rimasto incredibilmente non riconosciuto nei panni dell’antagonista di Raffaele Viviani, alla sua prima esperienza nel cinema. Un rarissimo tassello da aggiungere alla filmografia del “più grande tragico del mondo”. Leggi l'articolo.
Il relitto della nave romana ritrovata al largo di Catania: i link alle news.
NOTO, 11 GENNAIO 1693. L'attuale città barocca di Noto (in provincia di Siracusa) è il risultato della ricostruzione avvenuta dopo il devastante terremoto del 1693 una ventina di chilometri più ad est. Ancora oggi si possono dunque vedere fra l'invadente vegetazione le rovine della vecchia città medievale ma già con un'incipiente architettura barocca. In questo articolo Matilde Russo ci introduce in maniera suggestiva fra i resti che alberi e cespugli lasciano ancora vedere, dal Castello alle chiese fino ad alcuni dei più importanti edifici.Leggi l'articolo.
TRA ORTI E ACQUEDOTTI ALLA RISCOPERTA DEL CONTADO CATANESE, di Ivano Prato Iorga.Le grandi risorse idriche di cui è sempre stata ricca la città di Catania sono state sfruttate sin dall'età antica. Nel XVII secolo i monaci benedettini costruirono un lungo acquedotto per rifornire sia il loro convento e le loro proprietà, sia l'intera città. Ancora oggi in diverse parti di Catania è possibile vedere i resti di arcate, mulini ed altre ingegnose opere idrauliche che testimoniano la sofisticata rete idrica a quell'epoca pari soltanto a quella della città di Londra.Leggi l'articolo.
LE DUE VITE DEL TEATRO COPPOLA DI CATANIA TRA IL 1821 ED IL 1943. Prima dell'inaugurazione del Teatro Massimo nel 1890, l'unico vero Teatro lirico esistente a Catania era il Comunale, poi Teatro Coppola. Ospitato all'interno di un vecchio magazzino nella zona del Porto, vide le vicende legate al successo ed alla prematura scomparsa di Vincenzo Bellini, gli entusiasmi risorgimentali nel 1848 e nel 1860, e la sua decadenza e rinascita alla fine del XIX secolo. Tornato definitivamente magazzino dopo il 1939, nell'estate del '43 venne semidistrutto durante il bombardamento di Catania da parte degli aerei alleati.Leggi l'articolo.
LE GROTTE DI CATANIA: UN PATRIMONIO NATURALE DA DIFENDERE E VALORIZZARE CON L’ISTITUZIONE DEL PARCO VULCANO SPELEOLOGICO METROPOLITANO, di Giuseppe Sperlinga. In questo articolo il Prof. Giuseppe Sperlinga, naturalista, descrive le grotte di origine lavica presenti nel sottosuolo della periferia nord di Catania. Il loro stato spesso è degradato, alcune sono state rovinate dall'urbanizzazione, altre ridotte persino a scarichi fognari. Il loro interesse archeologico, geologico e naturalistico è tuttavia tutt'altro che trascurabile e la soluzione per la loro tutela e valorizzazione può essere l'istituzione di un'area protetta.Leggi l'articolo.
TRENO TREKKING ETNA - LAGO GURRIDA, di Aristide Tomasino. Sono numerosi in Sicilia gli itinerari naturalistici e monumentali legati anche ai centri ambientali e storici minori. In questo articolo, il dott. Aristide Tomasino, biologo naturalista ed esperta guida, descrive un'interessante escursione al Lago Gurrida, un'oasi naturale nei pressi del paese etneo di Randazzo (Catania). Il mezzo di trasporto ideale è tuttavia costituito da una più che secolare istituzione catanese: la Ferrovia CircumEtnea.Leggi l'articolo.
LA TIMPA DI LEUCATIA. UNA TERRAZZA SULLA CITTA’ TRA NATURA E STORIA, di Giuseppe Sperlinga. Così come nel precedente articolo sulle grotte laviche, il Prof. Giuseppe Sperlinga, biologo naturalista, ci fa conoscere la Timpa di Leucatia, zona di interesse naturalistico e monumentale alla periferia nord di Catania. Presenti oltre a flora e fauna di notevole interesse, anche i ruderi di un'antica tomba romana, e segmenti dell'antico acquedotto costruito nel XVII sec. dai monaci Benedettini. Anche qui viene denunciato il loro stato di degrado e si propongono soluzioni per la loro tutela e valorizzazione.Leggi l'articolo.
NUOVE SCOPERTE SUI MEGALITI DI MONTALBANO ELICONA (ME). A poco più di un anno dal precedente articolo sui misteriosi megaliti dell'Argimusco nei pressi di Montalbano Elicona (Messina) sono sopraggiunte sorprendenti conferme a quanto si era immaginato. Lo studioso Paul Devins, effettuando numerose osservazioni nell'area ha infatti rilevato precisi orientamenti solari nei giorni degli equinozi e dei solstizi, ed inoltre una significativa corrispondenza astronomica con il cielo di una data molto remota. Tuttavia seguendo un'ipotesi molto originale è dell'idea che i megaliti non siano altrettanto antichi, bensì scolpiti in tempi a noi molto più vicini. Leggi l'articolo.
I MISTERI SOMMERSI DEL CANALE DI SICILIA. 1957, 2010: due occasioni in cui sono state individuate misteriose rovine sommerse sui fondali del Canale di Sicilia, tra l'isola di Linosa ed il Golfo della Sirte. Il pensiero istintivamente corre alle cittadine sommerse individuate alcune decine di anni fa al largo delle coste israeliane e risalenti al 6000 a. C. circa. Le ricerche geologiche d'altra parte confermano che vaste aree tra la Tunisia e la Sicilia, oggi in fondo al mare, erano allora all'asciutto e dunque potevano ospitare anche centri abitati. Forse anche il misterioso Lago Tritonide, sede del Regno delle Amazzoni, citato da molti autori antichi e sommerso dal mare, poteva corrispondere ad un lago tunisino ora non più esistente. Leggi l'articolo.
Da leggere: UNA IDEA DELLA STORIA DURA A MORIRE, di Aldo GiannuliLeggi l'articolo.
150 ANNI DELL'UNITA' D'ITALIA
CONTROSTORIA DEL RISORGIMENTO: UNA SINTESI BIBLIOGRAFICA RAGIONATA.Da una quindicina di anni a questa parte sono stati pubblicati diversi volumi che analizzano il Risorgimento e l'Unità d'Italia senza alcuna mistificazione ma nella loro drammatica verità storica. Ben sapendo che a livello culturale e sociale una nazione italiana cominciò in realtà a nascere solo quarant'anni dopo, allorchè ferrovie e cinematografo abbatterono le barriere geografiche e visive tra i differenti popoli della penisola, si è infatti convinti che la conoscenza della realtà dei fatti storici, anche quelli più crudeli e dolorosi, possa contribuire oggi, e particolarmente nel corso di quest'anno, alla riflessione ed alla maturazione culturale. E possibilmente - è sempre d'obbligo perlomeno augurarselo - anche alla rimozione dei forti squilibri materiali e sociali ancora esistenti in questa nostra Italia che rimane pur sempre un dono della storia. A distanza di un secolo e mezzo dalla spedizione dei Mille, si è quindi ritenuto utile proporre una sintesi di quanto ricostruito dagli autori di queste opere (insieme ad un elenco di riferimenti bibliografici, tutt'altro che esauriente, ovviamente) lasciando che prevalentemente si esprimano essi stessi. La finalità è quella di mostrare che una serena lettura della verità dei fatti ed un pacato dibattito privo di toni polemici siano di grande vantaggio alla maturazione civile e democratica di ognuno di noi, fino, forse paradossalmente, a dare maggior valore oggi che nel passato all'unità della nostra nazione.Leggi l'articolo.
Si segnalano inoltre - due altri esempi fra tanti - il recente articolo di Fernando Ricciardi, 1860: quei generali napoletani felloni e vigliacchi, ed un video dove si espongono le reali condizioni socio-economiche del borbonico Regno delle Due Sicilie, fino al 1860 il più avanzato industrialmente fra tutti gli stati della penisola: cliccare per vedere il video.
23 e 24 marzo 2013: GIORNATE FAI DI PRIMAVERA
Questi i monumenti da visitare a Catania e dintorni:
CASTELLO URSINO, i suoi interni i suoi fossati (Piazza Federico di Svevia, Catania, h. 9:30 - 13:30 / 15:30 - 19:00); CHIESA DI S. GIUSEPPE AL TRANSITO (Piazza Maravigna, Catania, h. 9:30 - 13:30 / 15:30 - 19:00); CHIESA DI SAN SEBASTIANO (Piazza Federico di Svevia, Catania, h. 9:30 - 13:30 / 15:30 - 19:00); IL QUARTIERE CASTELLO (Piazza Federico di Svevia, Catania, h. 9:30 - 13:30 / 15:30 - 19:00); CHIESA DI S.CHIARA (Via Garibaldi 87, h. 9:30 - 13:30 / 15:30 - 19:00); PALAZZO ZAPPALÀ GEMELLI (Via Gemelli Zappalà 16, Catania; visitabile solo dai soci FAI, h. 9:30 - 13:30 / 15:30 - 19:00); IL CASTELLO DI ACICASTELLO (Piazza Castello, Acicastello, h. 9:30 - 13 / 15:30 - 19:00); CHIESA S. MARIA DEL SUFFRAGIO E VIA DELLA MARINA (Piazza S. Maria del Suffragio, Acireale, orari: Sabato 23, h. 9:30 - 13:00 / 15:30 - 17:00 / 18:00 - 19:00; Domenica 24, h. 11:30 - 13:00 / 16:00 - 18:30); FARO DI CAPOMULINI (Via Nissoria, Capomulini, h. 9:30 - 13:00 / 15:00 - 17:30); FORTEZZA DEL TOCCO, LE CHIAZZETTE E GIARDINO CASA PADRONALE "IL TOCCO" (Loc. Chiazzette, Acireale, h. 9:30 - 13:00 / 15:00 - 17:30). Per gli amanti della bicicletta, l’associazione MontainBike Sicilia, aderente alla FIAB, offrirà domenica 24 un tour in
bici per raggiungere i siti aperti dalla Delegazione di Catania, con partenza alle ore 09.00 dal Castello Ursino.
Per informazioni ed eventuali variazioni: www.giornatafai.it/Sicilia.htm
III edizione TORNEO DEL PAESAGGIO
PROGETTO NAZIONALE PER LA SCUOLA SECONDARIA DI II GRADO
Per l’anno scolastico 2012-2013, Il FAI – Fondo Ambiente Italiano e l’Università IULM propongono
la III edizione del Torneo del paesaggio, gara di cultura e ricerca sul paesaggio italiano. Tema di
quest’anno è “Il paesaggio che vorrei”. Il paesaggio viene affrontato prendendo in considerazione
un luogo del proprio territorio che abbia un valore simbolico identitario per la collettività, ma che
richiede uno sforzo corale per essere tutelato, protetto e valorizzato.
La partecipazione al Torneo, entro e non oltre il 26 gennaio 2013, avviene a squadre di max 3
studenti.
Alle classi iscritte viene fornito un manuale di istruzioni con le modalità di svolgimento e gli
approfondimenti di studio utili per le due fasi, eliminatoria e nazionale.
La I fase eliminatoria si svolge a scuola sotto la responsabilità del Dirigente Scolastico e dei
docenti referenti. Le squadre iscritte devono rispondere a una serie di domande su come la
percezione del paesaggio è mutata attraverso i secoli, fino ad arrivare all’attuale concetto
di paesaggio tutelato da una normativa specifica. Le squadre dovranno inoltre visionare
alcuni casi virtuosi, seguiti nel tempo dal FAI, che hanno portato ad una tutela attenta del
paesaggio o segnalazioni di scarsa attenzione verso il nostro patrimonio culturale. Inoltre,
tra le squadre “Classi Amiche FAI” eliminate verranno “ripescate”, seguendo la graduatoria
comunicata dal docente referente, 1 squadra “Classe Amica FAI” a livello di istituto.
Nella II fase nazionale i finalisti si sfidano con la presentazione di un dossier, su un luogo
paesaggistico a loro particolarmente caro, segnalando risultati positivi di tutela e
valorizzazione dello stesso oppure evidenziando situazioni che potrebbero modificarne la
bellezza. Il loro lavoro sarà, inoltre, correlato da un articolo giornalistico per far conoscere
al grande pubblico il valore del luogo scelto attraverso inchieste, sondaggi, azioni di
sensibilizzazione rivolte alla collettività sull’importanza della sua tutela e valorizzazione.
Nell’incontro conclusivo del Torneo verranno premiati i vincitori nazionali, che
presenteranno i loro elaborati.
Gli studenti vincitori saranno premiati con speciali materiali didattici in occasione di una cerimonia
di premiazione. Gli studenti potranno far valere la partecipazione al Torneo per l’acquisizione di
crediti scolastici; a tal fine FAI e IULM invieranno alle classi concorrenti un attestato di
partecipazione.
Per maggiori informazioni e iscrizioni: www.faiscuola.it; scuola@fondoambiente.it
CONCORSI NAZIONALI FAI PER LA SCUOLA 2012/2013
Per la scuola dell'infanzia, primaria e secondaria di I grado
Allo scopo di sviluppare atteggiamenti di attenzione e responsabilità verso il paesaggio italiano, il FAI propone per l’anno scolastico 2012-2013 alle scuole dell’infanzia, primaria e secondaria di I grado un progetto di studio e scoperta dei luoghi dell’abitare del proprio territorio che siano particolarmente significativi da un punto di vista storico-artistico o che abbiano un valore identitario per la collettività.
Gli insegnanti potranno far scoprire ai propri studenti i tipi di abitazione presenti nel nostro Paese ed avviare con loro una riflessione sui tanti aspetti legati al tema della casa e ai modi dell’abitare di ieri e di oggi, prendendo spunto dai molteplici materiali contenuti nel manuale guida che verrà inviato ai partecipanti al concorso Paese che vai, casa che trovi.
A conclusione del percorso didattico, la classe potrà decidere di tradurre in esperienza concreta quanto appreso, realizzando un elaborato creativo su un luogo dell’abitare particolarmente significativo del proprio territorio.
CONCORSO NAZIONALE PER LA SCUOLA DELL'INFANZIA E PRIMARIA
Paese che vai, casa che trovi.
Le scuole studiano i luoghi dell'abitare di ieri e di oggi
Il FAI - Fondo Ambiente Italiano per l’anno scolastico 2012/2013 presenta, in collaborazione con STAEDTLER, “Paese che vai, casa che trovi” il nuovo concorso nazionale per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria.
Il concorso vuole sviluppare nei bambini atteggiamenti di attenzione e responsabilità verso il paesaggio italiano, a partire dall’osservazione dei luoghi dell’abitare che hanno colpito la loro fantasia.
Nel concreto le classi devono scoprire le diverse tipologie di abitazione - di ieri e di oggi - del loro territorio e illustrarle attraverso un elaborato creativo. Schede di lavoro e diversi materiali di approfondimento aiuteranno i docenti a svolgere il percorso di ricerca.
Inoltre, la classe iscritta riceverà un utile kit di prodotti da disegno offerto da STAEDTLER contenente anche l’innovativa matita colorata con il Brevetto A-B-S, sistema anti rottura.
Come si svolge il concorso? Dopo un lavoro preparatorio, condotto dai docenti referenti, le classi raccolgono i risultati delle loro osservazioni in un album illustrato con disegni, collage, fotografie, descrizioni...
La partecipazione al concorso è gratuita. Le classi concorreranno per 1 primo premio e 1 secondo premio nazionali, consistenti in strumenti didattici per la classe, assegnati da una giuria qualificata nominata dal FAI.
Novità di quest’anno è la speciale sezione “Classi Amiche FAI”. Infatti, oltre a concorrere ai premi nazionali, le classi iscritte FAI partecipano a una selezione regionale, per l’assegnazione di 20 premi regionali. Tra questi, la giuria aggiudicherà un premio speciale.
La data ultima per consegnare l'elaborato del concorso è il 27 marzo 2013!
Altre informazioni: faiscuola.fondoambiente.it
CONCORSO NAZIONALE PER LA SCUOLA SECONDARIA DI I GRADO
Il FAI - Fondo Ambiente Italiano per l’anno scolastico 2012/2013 presenta “Paese che vai, casa che trovi” il nuovo concorso nazionale per la scuola secondaria di I grado.
Il concorso nasce con la finalità di formare i ragazzi ad una cittadinanza attiva e consapevole sviluppando atteggiamenti di attenzione e responsabilità verso il paesaggio italiano, a partire dalla scoperta e dallo studio dei luoghi dell’abitare che hanno un valore identitario per la collettività.
Nel concreto le classi devono scoprire le diverse tipologie di abitazione - di ieri e di oggi - del loro territorio e illustrarle attraverso un elaborato creativo.
Schede di lavoro e diversi materiali di approfondimento aiuteranno i docenti a svolgere il percorso di ricerca.
Come si svolge il concorso? Dopo un lavoro preparatorio eseguito prendendo spunto dal materiale didattico fornito dal FAI, la classe individua una “casa” del proprio territorio particolarmente significativa sotto l’aspetto storico-artistico e, dopo aver effettuato un sopralluogo fuori dalla scuola, la illustra in un album cartaceo o multimediale con disegni, foto, descrizioni etc.
La partecipazione al concorso è gratuita. Le classi concorreranno per 1 primo premio e 1 secondo premio nazionali, consistente in strumenti didattici per la classe, assegnati da una giuria qualificata nominata dal FAI.
Novità di quest’anno è la speciale sezione "Classi Amiche FAI". Infatti, oltre a concorrere ai premi nazionali, le classi iscritte FAI partecipano a una selezione regionale per l’assegnazione di 20 premi regionali. Tra questi la giuria sceglierà l’elaborato che meglio si presta a essere raccontato sotto forma di storia a fumetti, che aggiudicandosi il premio speciale Topolino, verrà in seguito pubblicata sul celebre settimanale.
La data ultima per consegnare l'elaborato del concorso è il 27 marzo 2013!
Altre informazioni: faiscuola.fondoambiente.it
Tutte le attività e le iniziative del FAI-GIOVANI di Catania nel loro sito.
Novità:
.
LE CIVILTÀ STELLARI di Ignazio Burgio Editore: Narcissus Self Publishing Pagine: 211
L'archeoastronomia ha dimostrato che le antiche civiltà possedevano conoscenze astronomiche molto più avanzate di quanto si pensasse. I monumenti più enigmatici lasciatici dalle civiltà antiche – i circoli astronomici come Ohoden, Gosek e Stonehenge, i filari di menhir lungo le coste, i templi megalitici di Malta, le piramidi egizie, ecc. – possono così essere visti secondo un'ottica diversa e venir strettamente collegati sia ai cicli astronomici e stagionali, sia a improvvisi mutamenti climatici o anche a vere e proprie catastrofi. In questo libro molti enigmi del passato trovano più adeguate risposte: le città sommerse al largo delle coste israeliane, il culto antichissimo della Grande Dea, il simbolismo del Minotauro, le "città-labirinto" o anche i colossali e misteriosi monumenti Egizi, il cui significato affonda nella storia precedente l'unificazione dell'antica terra faraonica, dal 6000 al 3000 a. C. Poiché – com'è ovvio – i misteri di ogni civiltà vengono svelati anche dal suo proprio passato.
Qui altre informazioni sul volume.
/>
Nella sezione RECENSIONI: il volume di Franco La Magna dedicato a Vincenzo Bellini nella storia del cinema e della televisione; il libro di Eva Ricciuti "Una vita (quasi) normale, anzi due"; il sommario della rivista trimestrale Agorà; il nuovo libro di Luigia Miniucchi sul cineasta Alfio Caltabiano; la riedizione dell'opera "Documenti Umani" di De Roberto; il volume di Marisa Uberti "I Luoghi delle Triplici Cinte in Italia"; il secondo numero della nuova rivista "Medioevo in Sicilia"; il numero di fine agosto del quindicinale "Archeologia e Cultura", ed il numero speciale della rivista "Storia in Rete" dedicato all'Unità d'Italia.
DUE PASSI NEL MISTERO, IL LIBRO! VOL. I: ANTICHE CIVILTÀ
di Marisa Uberti
"Questo volume è il primo di una probabile serie, tesa a raccogliere tutta la mole di studi e ricerche da me effettuate e pubblicate nel mio portale: www.duepassinel mistero.com a partire dal 2002". Un modo per festeggiare nel migliore dei modi questi dieci anni!
Ho scelto di inaugurare questo progetto con le Antiche Civiltà, quelle che ho potuto incontrare nei miei viaggi, naturalmente, ma tante ne rimangono ancora da conoscere. Cominciamo con queste, che rappresentano un ricco viaggio nel mistero. Mi auguro di essere riuscita a trasmettere la mia dedizione verso la Ricerca, e parte dell'emozione che essa mi ha sempre procurato.
Perchè ricercare è un'arte da compiere con metodo e passione, libera da vincoli, un'arte alla quale dovremmo tutti dare la priorità sul resto almeno una volta nella nostra vita. Non trovate anche voi?"
Marisa Uberti
Ludica, sacra, magica.
Il censimento mondiale delle Triplici Cinte
di Marisa Uberti
Questo saggio si compone di due parti e di due Appendici. Metà dell’opera è occupata dal censimento mondiale, un lavoro di catalogazione integrale che rappresenta un’assoluta novità in quanto, fino ad oggi, esistevano solo inventari frammentari. Per la prima volta, inoltre, si presenta al pubblico un’analisi grafico-statistica che consente di fare il punto della situazione, da cui partire per futuri ampliamenti.
La prima parte consta di quattro capitoli. Nel primo è presentata una complessa, minuziosa e laboriosa ricerca incentrata sulle testimonianze archeologiche a disposizione, che cercherà di far luce sul passato e sulle diverse culture che lo hanno animato, facendo cadere alcuni “luoghi comuni” in merito all’età, ragguardevole ma non troppo, di questa incisione non figurativa e molto diffusa sia nell’arte rupestre che in architettura. Nel capitolo successivo indagheremo nelle pieghe del medioevo europeo, quando il simbolico gioco conobbe il suo massimo risveglio ma anche il rogo, cercando di capirne le motivazioni. Entreremo poi nel vivo di un’annosa questione che riguarda i Templari andando nel castello di Chinon, dove, anziché certezze, sono sorti molti dubbi. Nel terzo capitolo affronteremo invece numerosi contesti dai quali è emerso che questo schema ludico ha assunto potenti significati simbolici, molto più importanti di quanto si creda. Cosa ha a che fare la Triplice Cinta con la morte di Gesù? Perché un cavaliere Giovannita del XV secolo ne fece dipingere accuratamente ottanta sulle pareti e sulla volta della propria cappella funeraria, per di più intercalate da un misterioso motto? Come mai il ciambellano del re di Francia Philippe du Moulin la fece inglobare tra le mura del proprio castello in Sologna? E perché troviamo una Triplice Cinta, in verticale, sul trono dove vennero incoronati trentadue sovrani del Sacro Romano Impero? Perché in Sri Lanka è chiamata il “gioco perfetto di Dio”? E per quale ragione troviamo molteplici quadrati concentrici su recipienti per il bagno dei neonati nella tribù Fulani della Nigeria? Questo ed altro attende di essere scoperto e chiarito tra le pagine di questo libro. Il quarto capitolo è dedicato al valore sociale del soggetto, nonché al problema della sua tutela e conservazione. Nella parte finale del capitolo vedremo infine come la Triplice Cinta abbia opportunamente saputo rinnovarsi per giungere fino ai giorni nostri, dove (al di fuori dell’uso ludico) essa sopravvive sottoforma di un ricorrente elemento decorativo apparentemente inosservata, ma alla stregua di un messaggio subliminale.
La seconda parte è integralmente dedicata al Censimento mondiale. Esso è stato realizzato sia grazie alla bibliografia che ai nostri sopralluoghi, ma anche alle segnalazioni di diverse attente persone. La struttura è a tabelle e sono stati considerati esemplari di Triplice Cinta (con le sue varianti), di tris, di alquerque, di tavolieri circolari, coppelliformi, a scacchiera, dove segnalati in associazione con la Triplice Cinta. La Tabella 1 è dedicata all’Africa, con i pochi esemplari che abbiamo potuto raccogliere; le Tabelle 2 e 2bis sono relative, rispettivamente, agli esemplari dell’America Settentrionale e Meridionale; la Tabella 3 è relativa all’Asia e al Medio Oriente; la Tabella 4 è relativa all’Europa (senza l’Italia); la Tabella 5 è dedicata esclusivamente all’Italia, che ha rivelato il maggior numero di esemplari in assoluto. Ciascuna Tabella è composta di 6 colonne, corrispondenti ai seguenti criteri informativi:
- Nazione (per la sola Italia, nella prima colonna, si troverà il nome della Regione)
- Località (città o paese)
- Sito (contesto e substrato in cui si trova l’incisione)
- Ubicazione (ovvero la posizione: orizzontale, verticale, obliqua, etc.)
- Modello, che viene presentato iconograficamente per ciascun contesto, con accanto il numero di riferimento da potersi consultare nella relativa Appendice 1. Sono stati catalogati 100 tipi di modelli, numerati da 00 a 99; il tipo di modello è preceduto dal numero di esemplari che si trovano in quel contesto (se è singolo non è stato indicato alcun numero);
- Associazione (con simili graffiti e/o incisioni o altri elementi caratteristici da segnalare).
I numerosi casi di esemplari o posizioni “non note” si devono al fatto che per essi non si dispone di ulteriori informazioni e il dato è tramandato dalla bibliografia tal quale; il lettore vedrà che alla ricerca attiva corrisponderà invece la completezza dei dati, in molti casi comprensivi anche di misure e di dettagli circostanziati.
L’Appendice 1 raccoglie tutti i modelli censiti, dallo 00 al 99.
L’Appendice 2 è riservata ai grafici e all’analisi statistica sia qualitativa che quantitativa, i quali permettono di acquisire un quadro sintetico ed efficace della situazione attuale di ricerca. Quante Triplici Cinte ci sono nel mondo? E nella sola Europa o in Italia? Qual è il modello prevalente? E la posizione più frequente da trovare? Quali sono i contesti in cui ne sono state trovate di più? Sono alcuni dei dati che i grafici hanno cercato di esplicitare. Si tratta di undici grafici che riguardano tutto il mondo (parte A); la sola Europa (parte B), l’Italia (parte C).
Le note bibliografiche sono state apposte alla fine di ogni Tabella di censimento per facilitare la loro consultazione. In queste note sono indicate tutte le fonti di riferimento per un dato esemplare, siano esse letterarie, da web, da visita diretta o da segnalazione di terzi (che in quella sede ricevono singolarmente i nostri ringraziamenti).
La bibliografia finale rimanda invece ad alcuni lavori utili per intraprendere lo studio della Triplice Cinta. Nel testo sono stati poi intercalati dei pannelli (box) al fine di mettere in evidenza taluni concetti o per approfondirne altri. Sono caratterizzati da un colore diverso per ciascun capitolo.
ARGIMUSCO DECODED
Antiche conoscenze mediche Arabe e storie di religiosi
Francescani svelano il mistero sulla realizzazione di uno dei piu'
grandi siti megalitici al mondo,
Dopo i primi tre libri lo studioso Paul Devins chiude la sua tetralogia
sulla decodificazione del sito megalitico di Argimusco, in Italia (Sicilia).
L'area megalitica costituisce un unicum mondiale per la grandezza dei
manufatti megalitici e per la loro speculare somiglianza con le
costellazioni, per come rappresentate nel Medioevo. Quella
specularità, per primo rivelata dall'autore, lo ha indotto a definire il sito
come uno "Specchio delle stelle". Inoltre, l'autore ha per primo svelato
che, quelli che alcuni studiosi locali definiscono come simboli sessuali
per riti preistorici di fertilità, non sono niente altro che simboli alchemici
e della cristianità medievale. In questo ultimo saggio conclusivo,
Devins spiega le tecniche di “medicina astrologica” diffusissime nella
koinè culturale islamico-iberica e in Europa, successivamente alla
traduzione dei testi arabi curata dal Re Alfonso X di Castiglia. Lo
studioso illustra quelle conoscenze mediche. Spiega come con esse si
ritenesse di curare le malattie connettendo le costellazioni
(corrispondenti a varie parti del corpo) con statue che le
riproducevano.
Esaminando numerosi documenti in latino e in catalano, Devins prova
che tale sapere fu portato in Sicilia dal grande medico alchimista
catalano Arnaldo da Villanova al seguito del Re di Sicilia, Federico III d'Aragona. Simpatizzante dei
Francescani Spirituali, Arnaldo divenne consigliere del Re e lo esortò ad accogliere i Fraticelli
nell'attesa della, da lui annunciata, imminente fine del mondo. In quel clima, Arnaldo propose a
Federico un progetto per la realizzazione di un grande "Speculum medicine" ovvero di un grande
talismano in pietra per la salute del corpo del Re e della famiglia reale e per prevenire le
tribolazioni legate alla fine dei tempi. Devins ipotizza che per questo, forse, nel 1310 Arnaldo
ricevette una cospicua donazione dalla Regina, l'altra simpatizzante francescana Eleonora d'Angiò.
Eleonora avrebbe finanziato l'opera con le risorse della sua Camera Reginale, all'epoca allocata
nel territorio di Avola (sempre in Sicilia). Arnaldo contraccambiò rivolgendosi alla Regina, nel suo
ultimo libro, ove le prescrisse di essere esempio di moralità cristiana per le sue genti. La stessa
Eleonora sarebbe poi stata, secondo Devins, immortalata quale modello di santità nel più famoso
megalite del sito, quello della Vergine. L'improvvisa morte di Arnaldo nel 1311 fece interrompere i
lavori sull'Argimusco. Sono ancora visibili, infatti, i grandi conglomerati litici estratti dalla cava e poi
abbandonati. Dopo di lui nessuno fu più in grado di capire o continuare il progetto di Arnaldo, lo
“Specchio delle stelle per la medicina”.
Dopo anni di ricerche il Devins conclude la sua opera regalandoci la rivelazione del codice stellare
dei megaliti/statue nonchè la spiegazione della raffinatissima cultura araba da cui traevano origine
e del loro utilizzo medico.
Il Devins, infine, chiude il cerchio probatorio. Con grande intuizione, individua financo quelle che,
con buona probabilità, furono le risorse adoperate per la realizzazione del sito... Lasciato allora incompleto, come oggi tante altre opere, in Sicilia, Italia.
Sully Proud'Homme
I Pupi Siciliani nella Letteratura, nel Teatro, nel Cinema, nella TV e nella Musica,
di Carmelo Coco
Screenpress Edizioni
Da Marguerite Yourcenar (la grande scrittrice è stata la prima a riconoscere apertamente il debito che i francesi hanno verso l’opera dei pupi siciliani), al grande letterato inglese Henry Festing Jones (“I pupari conoscono i diavoli meglio di Dante Alighieri”).
E poi Bufalino, Capuana, Henze, Levi, Licata, Martoglio, Orioles, Sciascia, Vittorini. Registi come Tornatore, Faenza, La Rosa, Coppola e altri.
Citazioni e riferimenti sui pupi siciliani nella letteratura, nel teatro, nel cinema, nella musica. Una originalissima rassegna.
Nuovo Repertorio per l'Opera dei Pupi - Vol. 1,
di Carmelo Coco
Screenpress Edizioni
In questo primo volume vengono proposti due nuovi spettacoli per l’opera dei pupi.
Il primo spettacolo (in versi rimati in dialetto siciliano) ha come titolo “Tri ligenni siciliani” e comprende tre leggende :
- 'U cavaddu senza testa ra via Crucifiri;
- 'A ligenna ri Gammazita;
- 'A ligenna ri Colapisci.
Il secondo spettacolo ha come protagonista Peppininu, la maschera popolare catanese che rappresenta la saggezza, la scaltrezza e la sagacia popolare. È un personaggio atemporale: pur vestendo abiti settecenteschi (livrea, parrucca, ecc.) partecipa alle avventure dei Paladini di Francia di Carlo Magno negli anni 770/778 circa. In Francia diventa una sorta di scudiero dei paladini Orlando e Rinaldo.
Ma come è arrivato da Catania a Parigi?
Qual è stato il suo percorso?
Ecco le tappe di questo avventuroso viaggio, in un divertente testo dal titolo: “Da Catania a Parigi, le tappe del viaggio di Peppininu (arrancando sopra una gamba sola per tutta la penisola)“.
Con una grande sorpresa: la maschera catanese incontra alcune maschere della commedia dell’arte. Una grande novità: il teatro dell’opera dei pupi incontra, per la prima volta, alcune maschere della commedia dell’arte.
L’autore vuol fare di Peppininu un vero protagonista/mattatore di una nuova serie di spettacoli per l’opera dei pupi.
E’ in allestimento un secondo spettacolo dal titolo “La senti la voce dell’Etna?” con le leggende e i miti legati al nostro vulcano (La belva che sconfisse Alarico, la bambina e l’elefante nano, re Artù nascosto nel vulcano, grazie ad Euripide, etc.) e un terzo, molto più ambizioso, dal titolo “La riscossa dei pupi siciliani” con la partecipazione di tutti i pupi siciliani (i paladini, i saraceni, i garibaldini, Polifemo, Peppininu, Carmiluzzu, la vecchia di l’acitu, etc.), tutti uniti per sconfiggere un nemico comune che minaccia di far morire il teatro dei pupi.
BERRÒ IL TUO SANGUE
Una setta, una prigionia, una testimonianza,
di Antonino Truglio Aletti Editore
Un thriller autobiografico, la narrazione mozzafiato di una prigionia in terra straniera. Caduto nelle mani della potente setta dei Mungiki, organizzazione criminale di matrice politico-religiosa che imperversa in Kenya al servizio del potere kikuyu, l’autore rivive in frenetica ed emozionata successione ogni giorno della sconvolgente esperienza sino all’agognato, insperato lieto fine.
Su YouTube, il booktrailer del volume.
Antonino Truglio è nato il 1963 a Catania, dove ha compiuto studi classici e giuridici ed attualmente vive, dedicandosi alla scrittura e alla ricerca personale. Ha un passato da funzionario statale prima e da missionario in Africa poi, sino ai gravissimi avvenimenti riferiti in “Berrò il tuo sangue”, la sua prima opera di narrativa con la Aletti Editore. Con la stessa casa editrice ha pubblicato una poesia inserita nell’antologia “Il Federiciano 2011”.
Questo sito non è un "prodotto editoriale diffuso al pubblico con periodicità regolare", poichè gli aggiornamenti sono effettuati senza scadenze predeterminate o regolari. E' solo una libera, civile e rispettosa, manifestazione della libertà di pensiero. Tutti gli articoli presenti in questo sito sono già stati pubblicati e possono essere reperiti in formato cartaceo anche presso le maggiori biblioteche
italiane. Tutti i contributi esterni (articoli, segnalazioni di eventi, comunicati stampa, ecc.) si intendono a titolo esclusivamente gratuito. Per evitare di incorrere in errate segnalazioni di eventi e manifestazioni culturali, tutti gli appuntamenti, i comunicati stampa, le recensioni, ecc. vengono riportati su tutte le pagine di questo portale (che non è una testata giornalistica, nè ha una redazione) esclusivamente dietro segnalazione alle e-mail del sito medesimo, a discrezione dell'unico curatore e responsabile. I comunicati stampa vengono riprodotti integralmente, salvo evidenti errori di ortografia e le esigenze di impaginazione. Eventuali richieste di rettifiche (da far pervenire esclusivamente all'email cataniacultura @yahoo.it) saranno evase quanto prima, confidando nella reciproca pazienza e collaborazione. In ogni caso - come è ormai consuetudine dire - si declina ogni responsabilità circa la correttezza di tutte le notizie riportate. Le immagini (quando non diversamente indicato) sono generalmente di pubblico dominio e non coperte da diritti, come esplicitamente dichiarato nei siti da cui sono state prelevate. Sin da ora si ringraziano tutti coloro che tramite la posta elettronica inoltreranno commenti, critiche, correzioni, suggerimenti e quant'altro possa essere utile per migliorare il sito stesso.
www.cataniacultura.com è un sito interamente sviluppato e gestito dal dott. Ignazio Burgio.